sabato 2 marzo 2013

FALLITO RISARCITO GRAZIE ALLA LEGGE PINTO

Castelvetrano – Condannato il Ministero di Giustizia a risarcire 23mila euro ad un imprenditore castelvetranese danneggiato per l’eccessiva lunghezza di una procedura fallimentare, conclusasi dopo 27 anni. Ora, dopo 31 anni dall’inizio della vicenda giudiziaria, con la sentenza 552/2013 depositata proprio in questi giorni, la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti ha ritenuto responsabile di gran parte del danno erariale per inerzia il curatore nominato dal Tribunale di Marsala. Al professionista castelvetranese, l’avvocato Giovanni Lentini, 58 anni, nella qualità di curatore del fallimento dichiarato nel 1982, è stato condannato a versare 15mila euro al Ministero, oltre alla rivalutazione monetaria, gli interessi legali e 134 euro per spese di giudizio. La condanna pecuniaria è “per essere stato palesemente inerte – afferma la Corte dei Conti, per lungo periodo di tempo nel concludere la procedura fallimentare conclusasi definitivamente nel 2009”. Attualmente il contenuto della sentenza, è
sconosciuto al professionista, che di certo non si aspettava questo epilogo. L’avvocato Giovanni Lentini, il quale non ha preso ancora cognizione della motivazione della sentenza, che gli verrà notificata a giorni, respinge con forza la sua condanna alle spese. “Tutto parte – dichiara Giovanni Lentini – da un ex sindacalista di Castelvetrano, che ha raccolto creditori vari in diverse procedure concorsuali e li ha invitati ad inoltrare le richieste risarcitorie. Lo Stato – afferma il legale – ha “regalato” all’imprenditore 23.000 euro, in quanto il risarcimento riconosciuto in suo favore è ingiusto essendosi solo avvantaggiato della lungaggine della procedura concorsuale, non a me imputabile, grazie alla legge Pinto. Tutto ciò è addebitabile esclusivamente all’organo giudiziario”. L’avvocato castelvetranese non ha voluto per deontologia professionale rivelare il “ beneficiario” di questa somma e quindi della ditta fallita limitandosi ad affermare che ” la predetta sentenza sarà oggetto di discussione nelle opportuni sedi di Giustizia". Lentini, in attesa di conoscere le motivazioni della predetta sentenza preannuncia il ricorso in appello. “C’è da dire comunque – precisa il legale – che le procedure concorsuali sono di per sé molto lunghe per una serie infinita di adempimenti che vanno dalla redazione dell’inventario alla nomina di un Ctu, ai piani di riparto alle vendite spesso deserte di quanto resta di un fallimento. Poi quando vengono proposte le opposizioni al fallimento i tempi si allungano di tanto. A ciò si aggiunge che spesso cambiano i Giudici delegati e i rinvii delle udienze sono molto lunghi”.