giovedì 7 marzo 2013

ENNESIMO AVVISO DI GARANZIA PER IL PRESIDENTE DELL'ANCI SICILIA

Alcamo – Altra tegola giudiziaria per il Presidente dell’Anci Sicilia, Giacomo Scala, indagato dalla Procura di Trapani per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio e concorso in peculato. L’avviso di garanzia gli è stato notificato mercoledì nell’ambito dell’inchiesta, avviata in seguito alla segnalazione del gruppo consiliare ABC, in merito all’appalto affidato dal Comune di Alcamo per il servizio di rimozione, blocco e custodia dei veicoli in sosta vietata. I fatti contestati risalgono al triennio 2009-2011, quando Scala era sindaco di Alcamo. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Rossana Penna, è condotta dalla Guardia di finanza di Trapani e dalla Polizia del commissariato di Alcamo, che lo scorso 19 febbraio avevano fatto irruzione nella sede del municipio sequestrando il carteggio relativo all’aggiudicazione della gara d’appalto per il conferimento ad una ditta privata del servizio di rimozione e custodia dei veicoli in sosta vietata. Per gli stessi reati, all’indomani del blitz, sono state scritte sul
registro degli indagati altre quattro persone, tra cui l’architetto Gaspare Fundarò, dirigente comunale, e l’imprenditore Davide Picciché, titolare della ditta appaltatrice, al quale è contestata anche l’accusa di estorsione. E’ l’ennesima volta che la Procura di Trapani scrive l’ex sindaco di Alcamo nel registro degli indagati. A Trapani è in corso un processo che vede Scala con l’ex segretario generale del Comune di Alcamo, Cristoforo Ricupati, chiamato a rispondere delle accuse di abuso d’ufficio e falso, per un’indagine relativa alla nomina di alcuni consulenti di cui l’amministrazione comunale di Alcamo si era avvalsa per un breve periodo. L’altra vicenda, che gli stava facendo saltare la candidatura alle Regionali, riguarda un’inchiesta legata all’attività della società consortile Gal, della quale fa parte, tra gli altri, il Comune di Alcamo, che lo vedrebbe indagato con l’ipotesi di reato di truffa. “Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia – aveva contro denunciato Scala, adombrando una manovra a suoi danni - ed ho dato mandato ai miei legali di presentare un esposto, allo stato contro ignoti, per il reato di rivelazione di segreto di ufficio”. Avviso di garanzia che da quel giorno non è stato più tirato in ballo.