giovedì 28 marzo 2013

E’ UNA “ZAPPA ZAVORRA” L’ARMA CHE HA MASSACRATO LA DONNA INCINTA SEMI CARBONIZZATA

Si è aperto, con l’audizione del tenente Michele Di Chiara, la seconda udienza del processo a carico dei due amanti di Trapani.

“Maria Anastasi è stata colpita ripetutamente alla testa con una zappa zavorra”. Un particolare arnese utilizzato nel settore dell’edilizia. Il cadavere presentava una profonda ferita alla testa. A riferirlo oggi, in aula, è stato il tenente Michele Di Chiara, comandante del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Trapani, che ha coordinato le prime indagini. Il marito della vittima, Salvatore Savalli, e l’amante, Giovanna Purpura, sono chiamati a rispondere del delitto avvenuto il 4 luglio scorso nelle campagne trapanesi. Il tenente Di Chiara ha ripercorso le indagini partendo dalla denuncia di scomparsa la notte del 4 luglio dello scorso anno per poi arrivare all’arresto dei due imputati. Savalli inizialmente aveva sostenuto che la moglie era scomparsa, riferendo che mentre si stavano recando con due dei tre figli da alcuni parenti si erano fermati in aperta campagna per alcuni bisogni fisiologici. La versione era stata però smentita dalla figlia, Simona. La ragazza aveva riferito agli inquirenti che il padre era uscito da casa insieme con la madre e l’amante. Savalli e Purpura erano poi rientrati da soli. Di Chiara si è soffermato anche sul profilo dell’imputata. Dopo due rapporti finiti male, Giovanna Purpura aveva avviato una relazione con Mario Savalli, fratello di Salvatore, conosciuto tramite il social network “Facebook”. I due avevano anche progettato di andare a vivere insieme. Ma poi Giovanna Purpura aveva deciso di troncare ogni rapporto trasferendosi a casa di Salvatore Savalli. Il processo entrerà nel vivo il prossimo 18 aprile con l’audizione di Simona Savalli, figlia dell’imputato e della vittima, che in questo processo si è costituita insieme ai nonni materni e ai suoi fratelli parte civile.