domenica 24 marzo 2013

CRISI E CRIMINALITA': IL PUNTO DI VISTA DEGLI IMPRENDITORI

Gli imprenditori e i commercianti temono che la crisi economica e la recessione alimentino la criminalità. Secondo un'indagine sulle impressioni di chi fa impresa, condotta dal Censis e da Confcommercio e presentata in occasione del Forum di Cernobbio, l'83% degli imprenditori ritiene che la recessione abbia acuito i fenomeni di criminalità. Tra i reati ritenuti in aumento emergono il furto e il taccheggio, in aumento per l'80% degli imprenditori, le truffe e i raggiri (64%), scippi (45%), danneggiamenti (41%) e rapine (36%). Alcuni reati, rileva la ricerca, non solo crescono, ma, secondo la percezione degli imprenditori, sono già diffusi sul territorio. Quasi la totalità delle imprese segnala la presenza di casi di truffe, raggiri, taccheggio e furti. Inoltre il 70% degli imprenditori denunciano la presenza di scippi, aggressioni a persone e rapine e il 57% dichiara di essere a conoscenza di casi di usura e di estorsione ai danni di altri
imprenditori nella zona di appartenenza. Il 19% degli imprenditori ha dichiarato di essere stato vittima di un reato negli ultimi due anni, prevalentemente di furti e taccheggio e, con molta meno frequenza, di atti di vandalismo e danneggiamento, di rapina e di truffe e raggiri. La percentuale di vittime di reato sale al 21% tra le imprese del commercio e al 26% tra le aziende collocate nel Centro Italia, mentre è più bassa della media (14%) la percentuale di imprese operanti nel Mezzogiorno vittima di reato. Nell'impressione degli imprenditori, si sottolinea nella ricerca, non solo aumentano le forme più tradizionali di criminalità, ma anche le situazioni di disagio sociale. Per il 70% sono aumentati i casi di furti compiuti da persone in evidente stato di difficoltà economiche, per il 63% è in crescita la vendita di prodotti contraffatti, per il 58% è in aumento la presenza di delinquenti comuni e per il 52% crescono i cambi frequenti di titolari di attività imprenditoriali che possono far pensare ad attività non sempre regolari. Più di un terzo delle imprese, inoltre, è convinto che molti imprenditori facciano ricorso a canali di credito non ufficiali, molto vicini all'usura, e una quota simile denuncia la presenza di criminalità organizzata. Inoltre, secondo lo studio, solo l'8% degli imprenditori ritiene che il territorio in cui opera sia effettivamente sicuro, mentre per il 71% essa è abbastanza sicuro e per il 21% è insicuro. Dagli imprenditori emerge una richiesta di maggiore presidio del territorio da parte delle istituzioni. A parte la richiesta di pene certe (74%) e di una giustizia più veloce (70%), più della metà del campione considera prioritaria una maggiore collaborazione tra le stesse imprese e le istituzioni per affrontare i problemi della sicurezza.

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