venerdì 8 marzo 2013

COSTRETTA A NON FARE FIGLI PER LAVORARE

Trapani - Sarebbe stata obbligata a sottoscrivere una dichiarazione di rinuncia a far figli per almeno due anni dopo aver contratto matrimonio pur di essere assunta come commessa in un negozio di abbigliamento in piazza Martiri d’Ungheria a Trapani, per altro con una paga inferiore a quella da contratto. I soprusi sarebbero andati avanti per almeno cinque anni. I titolari della ditta “My Market Srl”, Antonio e Bruno Prestigiacomo, rispettivamente di 47 e 39 anni, sono stati rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Trapani con l’accusa di estorsione. A denunciare la vicenda è stata la stessa donna dopo essere stata licenziata dai datori di lavoro che le avrebbero contestato un’assenza per loro “ingiustificata”. Secondo l’accusa, i due commercianti avrebbero anche imposto alla lavoratrice di
rinunciare a procreare per almeno due anni dopo avere contratto matrimonio. E quando si era assentata per assistere il figlio ricoverato in ospedale non avrebbero esitato a licenziarla. I due commercianti avrebbero costretto la dipendente ad accettare trattamenti retributivi inferiori di quelli dovuti e condizioni di lavoro precarie. La donna ha riferito anche di essere stata costretta a prendere un periodo di ferie nonostante si fosse assentata per ragioni di salute.  L’inizio del processo è previsto per il 16 aprile dinanzi al giudice monocratico.