giovedì 7 marzo 2013

AL VIA PROCESSO AGLI AMANTI DI TRAPANI

Si è aperto ieri in Corte d’Assise di Trapani, presieduta da Angelo Pellino, il processo a carico di Salvatore Savalli, e dell’amante, Giovanna Purpura, chiamati a rispondere dell’omicidio di Maria Anastasi, la donna incinta, assassinata e data alle fiamme lo scorso 4 luglio nelle campagne trapanesi. L’uomo, marito della vittima, risponde di omicidio premeditato con l’aggravante della crudeltà e di aver cagionato la morte del feto. La donna, amante di questi, risponde di concorso nello stesso reato. Presenti in aula i genitori ed i figli della vittima, che si sono costituiti parte civile. La prima udienza è stata tecnica, dedicata alle questioni preliminari e all’ammissione dei testi. Il legale di Giovanna Purpura, l’avvocato Elisa Demma, ha riproposto, dopo il rigetto del gip, la richiesta di rito abbreviato subordinata ad una valutazione psico-patologica, già formulata in fase d’indagine. Il legale ha chiesto alla Corte di disporre una perizia per la sua assistita al fine di accertare la capacità di autodeterminazione dell’imputata e la dipendenza della stessa dalla figura maschile. I pubblici ministeri Andrea Tarondo e Sara Morri si sono opposti all’accoglimento della richiesta di rito abbreviato, motivando che “nel corso delle indagini non sono emersi elementi che possano
fare ritenere – hanno rilevato i magistrati – vi sia qualche patologia nell’imputata”. Già in fase d’indagine i pubblici ministeri avevano espresso parere negativo. La Corte, dopo essersi ritirata in camera di consiglio, ha rigettato l’istanza della difesa. Il pubblico ministero Sara Morri ha ripercorso, brevemente, le diverse fasi della vicenda. Dalla denuncia di scomparsa di Maria Anastasi, da parte del marito, al ritrovamento del corpo, ventiquattro ore dopo, alle prime contraddizioni nelle versioni dei protagonisti. Maria Anastasi fu colpita diverse volte con un colpo contundente e poi data alle fiamme. Al momento della morte era in stato di gravidanza ed ormai prossima al parto. Secondo la tesi degli inquirenti, ad agire e colpirla a morte sarebbe stato il marito, mentre Giovanna Purpura la distraeva e sarebbe stata consapevole delle intenzioni dell’amante. La pubblica accusa ha anche chiesto l’audizione dei due imputati. “L’esame degli imputati appare quanto mai importante in questo processo – ha precisato il pm Sara Morri – visto che molti elementi rilevanti sono stati tratti dalle loro stesse dichiarazioni”. I due amanti hanno continuato a “rimpallarsi” le accuse. “E’ stato lui”, “No. E’ stata lei”, dichiarando però particolari che solo chi si trovava sul luogo del crimine poteva conoscere. “Vogliamo giustizia al cento per cento” ha dichiarato a margine dell’udienza Rita Angela Ricevuto, madre della vittima. La donna si è soffermata anche sul turbamento vissuto dai ragazzi che dopo la morte della madre e l’arresto del padre hanno trovato nei nonni il solo punto di riferimento. L’avvocato della famiglia Anastasi, Concetta Inglese, ha sottolineato che Savalli è stato dichiarato decaduto dalla patria potestà ed i figli minori sono stati “definitivamente affidati ai nonni materni”.