lunedì 11 marzo 2013

ABUSO D'UFFICIO. RIGETTATA ARCHIVIAZIONE

Trapani - Il deputato regionale dell’Udc, Mimmo Turano deve rispondere di abuso d’ufficio. Il giudice per le indagini preliminari di Trapani, Lucia Fontana, ha rigettato la richiesta di archiviazione dell’indagine a carico dell’ex presidente della Provincia, l’on. Mimmo Turano indagato per abuso d’ufficio, disponendo ulteriori accertamenti. Il deputato regionale dell’Udc è accusato di avere fatto pressioni su Massimo Ferandez, esponente del movimento ‘Fratelli d’Italia’ di Marsala, eletto cinque anni fa consigliere provinciale e poi dichiarato decaduto, per convincerlo ad aderire al suo partito. “O passi con l’Udc, o
avrai problemi. L’annullamento della tua elezione in consiglio provinciale”. Chi parla è il presidente della Provincia, Mimmo Turano, rivolto a Massimo Fernandez. Si è nel giugno 2008, tra l’elezione dei consiglieri provinciali e la loro proclamazione. Due anni dopo, il 22 novembre 2010, Fernandez ha denunciato Turano per quella espressione, con l’accusa di tentata estorsione e falso. Nella sua denuncia, nei confronti dell’allora presidente della Provincia Turano, depositata alla Procura della Repubblica di Marsala, l’ex consigliere dichiara “Il presidente Turano mi disse che se non trasmigravo nel gruppo Udc avrei avuto grossi problemi. Ovvero – precisa Fernandez – l’annullamento della proclamazione della mia elezione in Consiglio provinciale”. Secondo la denuncia di Fernandez, l’allora neo eletto Presidente della Provincia di Trapani gli avrebbe detto che se fosse passato al gruppo dell’Udc non gli sarebbe accaduto nulla. Ma Fernandez rifiutò. Nell’esposto di Fernandez colpisce anche un altro aspetto della vicenda, quella sul doppio ruolo del giudice De Maria, che era sia presidente dell’ufficio elettorale, che componente del tribunale di Trapani. “Il giudice De Maria, presidente dell’Ufficio Elettorale, mi ha dichiarato – scrive Fernandez – eletto, ma da componente del tribunale di Trapani ha rigettato il mio ricorso, dicendo che ero incandidabile ed ineleggibile”.