domenica 24 febbraio 2013

TRIBUNALE DI TRAPANI CONDANNA IL MIUR A PAGARE UN DOCENTE FINO ALL’ETA’ PENSIONABILE

Trapani - Duecentocinquantamila euro, pari a 150.385 euro netti, più accessori e interessi, è il risarcimento riconosciuto, dal giudice del lavoro di Trapani, ad un docente precario di educazione fisica e sostegno. I legali dell’Anief, coordinati dagli avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli, entrambi monrealesi, hanno battuto ogni record, come risarcimento danni subiti per lucro cessante e danno emergente per mancata stabilizzazione di un docente precario e misura adeguata a condannare il comportamento illecito. Il Miur è stato condannato al pagamento dei danni per lucro cessante e danno emergente. Il professore di Trapani ha ottenuto dal 2005 diversi contratti da supplente su posti vacanti e disponibili, ma insegnava già dal 2001. Il Ministero dovrà risarcire il professore di scatti e mensilità estive per gli anni pregressi, dal 2005 al 2011, e per gli anni futuri
fino all’età pensionabile, con un’addizionale del 10% in via equitativa per i possibili mancati contratti. Per Marcello Pacifico, presidente dell’Anief e delegato Confedir alla scuola e alle alte professionalità, si tratta di “una giusta condanna che risarcisce in maniera adeguata i precari danneggiati dai comportamenti illegittimi del Miur”. Il tribunale, con questa sentenza, ha tenuto conto della recente giurisprudenza e della legislazione comunitaria e nazionale. “La necessità dell’assunzione per pubblico concorso non può giustificare deroghe alle disposizioni che limitano il potere di abuso del datore di lavoro nello stipulare contratti a termine, né proteggere patrimonio di soggetti pubblici, né autorizzare comportamenti contra legem della pubblica amministrazione”. Questa la sintesi della sentenza al ricorso 1658/11, emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di Trapani, Mauro Petrusa. “O la Corte di Lussemburgo – precisa Marcello Pacifico – deciderà che in Italia la normativa scolastica derogatoria sui contratti a termine è contraria alle disposizioni comunitarie e quindi va disapplicata oppure il risarcimento dei danni deve essere così dissuasivo da comprimere l’arbitrarietà illecita della P. A. e dare adeguata soddisfazione ai lavoratori. In questo senso la sentenza del giudice del lavoro di Trapani può fare scuola dopo la recente pronuncia della Cassazione che paventava un possibile grave danno erariale alle Casse dello Stato fissando dei nuovi criteri risarcitori. In ogni caso - conclude Pacifico - è confermata la dottrina secondo cui non vi possono essere trattamenti economici diversi tra lavoratori precari e di ruolo mentre il contratto al 31 agosto deve essere sempre riconosciuto se il posto è vacante e disponibile, come Anief ha sempre denunciato dall'inizio del 2010”.
di Salvo Cimino