martedì 26 febbraio 2013

PARROCO UCCISO NEL SONNO IN CANONICA

Don Michele Di Stefano
Trapani – Aveva confidato ai fedeli di sentirsi minacciato, l’anziano parroco trovato ucciso nel suo letto con un colpo alla testa. Don Michele Di Stefano, nato il 21 Ottobre 1933, originario di Calatafimi, era parroco, da tre anni e mezzo, della Chiesa di “Gesù, Maria e Giuseppe” ad Ummari, frazione di Trapani. Il prete è stato colpito con un oggetto contundente mentre si trovava a letto. Le indagini sull’omicidio di padre Di Stefano sono coordinate dal sostituto procuratore di Trapani, Massimo Palmeri. Il parroco, fratello dell’ex sindaco di Calatafimi, Giuseppe Di Stefano, deceduto da tempo, era atteso oggi a pranzo dalla sorella nel suo paese d’origine. Non vedendolo arrivare e non ricevendo notizie, la signora Pina si è subito allarmata per il ritardo del fratello. I familiari, dopo aver tentato invano di rintracciare don Michele al telefono, hanno chiesto ad un parrocchiano di Fulgatore di fare un salto nella chiesa di Ummari per accertarsi che tutto andasse bene. Da lì la terribile scoperta. Il parrocchiano, contattato al telefono da Vito Accardo, marito della sorella del prete, era l’ex vicino di casa di Don Michele, quando era residente a Fulgatore. Avvisando immediatamente i carabinieri, l’ex vicino ha raccontato di aver trovato la porta aperta della canonica ed il prete sul letto con il cranio fracassato. Il corpo, che giaceva in una pozza di sangue, avvolto nelle coperte, è stato ritrovato ad ora di pranzo, intorno alle 14,00. Al momento non è stata ancora stabilita l’ora dell’aggressione e del decesso. L’anziano parroco, che viveva da solo, non è stato colpito nella canonica ma è stato ucciso nel suo letto. L’omicida lo ha colpito alla testa, fracassandogli il cranio, con un oggetto contundente non ancora individuato dagli investigatori. Forse con colpi di bastone sul capo, in quanto alcune schegge di legno sono state trovate sul pavimento. Chi l’ha colpito sarebbe entrato da un accesso secondario. L'abitazione del parroco non è stata messa a soqquadro da chi lo ha ucciso, né ci sono segni di effrazione sulle porte d’ingresso alla canonica. Secondo i carabinieri del capoluogo, l’ipotesi di una rapina finita male sembra improbabile, ma nessuna pista viene esclusa. Sul posto per i rilievi, chiamati dalla Procura di Trapani per indagare sulla scena del crimine, sono giunti i carabinieri del Ris di Messina. L’appartamento del prete è stato trovato in ordine, senza segni che facciano pensare al rovistare di ladri. La porta è stata trovata chiusa ed è stato accertato che l’assassino è entrato forzando una finestra. Era un prete molto conosciuto in zona. Ad Ummari, dove sono accorse le forze dell’ordine, ci sono anche i familiari del sacerdote e tutti coloro che al parroco erano affezionati. Tra i primi ad accorrere sul posto l’ex sindaco di Trapani: “Lo conoscevo da quando avevo 6 anni – ha dichiarato fortemente provato, il deputato regionale Mimmo Fazio – Sono addolorato. E’ stato per me una guida spirituale”. Ad ottobre avrebbe compiuto 80 anni. L’ex consigliere comunale di Trapani ha affermato che il prete “era una persona generosa. Aiutava tutti quelli che erano in difficoltà lo sapevano e – ha tenuto a precisare Giuseppe Pellegrino – venivano qui per chiedergli anche soldi”. Ovviamente è ancora troppo presto per qualsiasi ipotesi. “Stiamo cercando di ricostruire quanto è accaduto in quella canonica – ha dichiarato il procuratore capo Marcello Viola, titolare dell’inchiesta - Secondo i primi accertamenti il parroco sarebbe stato sorpreso dal suo assassino. Bisogna capire se mancano soldi o altri oggetti – ha spiegato il magistrato – Al momento non abbiamo ancora una pista precisa su quanto accaduto. Potrebbe essere stato un tentativo di rapina o altro. E’ ancora presto per fare ipotesi”. Il religioso, nelle ultime settimane, avrebbe anche confidato ad alcuni parrocchiani di sentirsi minacciato. Fino a qualche anno fa prestava servizio alla Chiesa di San Giuseppe, parrocchia di Fulgatore, altra frazione del trapanese, che aveva retto per ben quarantadue anni. Ma non girano voci su qualcuno che potesse avercela con lui, anzi molti fedeli dell’altra frazione andavano nella chiesa di Ummari per ascoltare la sua messa e confessarsi. Faceva catechismo ai figli dei romeni della zona, per anni era stato assistente dei lavoratori di Azione Cattolica e assistente spirituale della Coldiretti provinciale. Al momento, i rilievi sono ancora in corso, in cerca di una traccia che possa condurre all’assassino del prete. Il delitto, per ora, è un giallo. Quello che è certo è che gli investigatori non escludono nessuna pista.