giovedì 7 febbraio 2013

ASSOLTI MILITARI MARINA SU STALKING COLLEGA

Marsala – Assolti i cinque militari della Marina accusati di stalking ed abusi su una collega. La sentenza è stata emessa ieri dal collegio del Tribunale di Marsala, presieduto da Gioacchino Natoli, che ha assolto i cinque militari finiti sotto processo nel 2011 a seguito della denuncia di Diana Vaccari, 33 anni, sottocapo di terza classe truppa, che secondo l’accusa sarebbe stata perseguitata da un suo superiore, pressata a ritirare la querela presentata e costretta inoltre a subire abusi sessuali da un collega. All’epoca dei fatti, dal 2007 al 2009, la donna con le stellette, adesso in servizio a Marsala, sua città natale, prestava servizio alla Capitaneria di porto di Mazara del Vallo. E’ stato assolto dall’accusa di violenza sessuale il capo di prima classe della
Marina Italiana, Gianluca Perrone, quarant’anni, per il quale il pm aveva chiesto la condanna ad un anno e 9 mesi di carcere, oltre un anno di reclusione militare. Perrone era accusato di avere abbracciato e baciato in bocca la collega, contro la sua volontà, durante un turno notturno. Assolto anche il capitano di fregata Claudio Manganiello, quarantadue anni, a quel tempo vice comandante a Mazara, chiamato a rispondere di stalking, abuso d’ufficio ed omissione di denuncia, per il quale il pm Sabrina Carmazzi aveva chiesto la condanna ad un anno e 4 mesi di carcere, oltre tre mesi di reclusione militare. L’ufficiale, attualmente comandante della Capitaneria di Termoli (Molise), era accusato di avere sottoposto la Vaccari ad una serie di atti persecutori, richiamandola “brutalmente’’ alla presenza di altri militari, sovraccaricandola di servizi, anche con mansioni non d’ufficio, sottoponendola a procedimenti disciplinari e sanzionandola per fatti di scarso rilievo, impedendole persino di consumare la pizza alla mensa della Capitaneria e fare break in compagnia di colleghi. Assolti, infine, anche i marescialli Gualtiero Migliorini, Concetto Cappuccio ed Alberto Urso, rispettivamente di quarantasei, quarantasette e cinquantacinque anni, tutti accusati di omessa denuncia della violenza sessuale dopo il racconto della collega che con loro si sarebbe confidata.