mercoledì 27 febbraio 2013

ANCORA UN GIALLO LA MORTE DEL PRETE

Trapani La tragica morte di don Michele Di Stefano, il parroco di Ummari, ha lasciato sgomenta l’intera comunità diocesana di Trapani. Continuano le indagini sull’anziano sacerdote, sorpreso ed ucciso nel sonno, nel suo appartamento, attiguo alla parrocchia, all’interno del borgo Livio Bassi. L’assassino lo ha colpito ripetutamente alla testa con un oggetto contundente fracassandogli il cranio. L’arma del delitto, forse un bastone alla luce delle schegge di legno rinvenute nella camera da letto, ancora non è stata rinvenuta. In questa direzione, i carabinieri stanno rastrellando la campagna circostante. Frattanto, sono stati già acquisite le immagini delle telecamere di cui sono dotati gli esercizi commerciali della zona, mentre sono ancora in corso gli accertamenti bancari per verificare le disponibilità economiche del prete. I carabinieri del Ris di Messina hanno lavorato per tutta la notte per poter rinvenire sulla scena del crimine elementi utili che possano condurli a dare un volto ed un nome all’assassino. Un elicottero ha perlustrato la zona a caccia di qualche particolare che possa aiutare le indagini. La Chiesa di Ummari viene rivoltata come un calzino per trovare qualsiasi indizio che possa portare sulle tracce dell’omicida. Un vertice è stato programmato in Procura per fare il punto della situazione. Intanto, si cercano i documenti di padre Michele Di Stefano. Si cerca anche il portafoglio. Non c’è nell’abitazione del parroco e non è nelle due auto che si trovano a poca distanza dalla Parrocchia “Gesù, Giuseppe e Maria”. “Particolare - dice il comandante provinciale dei carabinieri, Nazzaro - che potrebbe indirizzare le indagini”. Tra le persone sentite dagli inquirenti c’è chi avrebbe detto che il prete non utilizzava il portafoglio e teneva i soldi in tasca. Controllate anche le utenze fisse e mobili della vittima.  Don Michele Di Stefano era sacerdote da 48 anni, ordinato presbitero nella sua città a Calatafimi dal vescovo Francesco Ricceri nel 1965. Gli investigatori hanno escluso la pista della rapina. L’anziano sacerdote non disponeva di grandi somme di denaro e l’appartamento è stato trovato in ordine. Gli investigatori stanno ascoltando in queste ore parenti ed amici del sacerdote per ricostruire le sue ultime ore di vita. Qualcuno dei parrocchiani rivela che di recente le richieste di denaro al prete, da parte di persone bisognose, erano diventate sempre più insistenti. “Lo andavano a trovare - raccontano - anche di notte”. Don Michele era molto amato e non sembra abbia mai avuto contrasti. La sua morte sembra essere al momento un vero e proprio giallo, mentre sulle dinamiche dell’omicidio si attendono i risultati dell’autopsia. “Vorremmo ricordare don Michele per quello che egli è stato - fa sapere con una nota la Diocesi di Trapani - un uomo e un sacerdote ricco di relazioni e interessi, vicino alla gente, che ha rinunciato anche a tante comodità per restare vicino al suo popolo, scegliendo di vivere in canonica”. I funerali del parroco si terranno venerdì 1 marzo alle ore 09.30 presso la Chiesa del SS. Crocifisso a Calatafimi-Segesta, suo paese di origine.