sabato 12 gennaio 2013

ORE DECISIVE PER IL SENATORE TRAPANESE


Trapani -  C’è chi può e chi non può. Angelino Alfano ha più volte dichiarato che nelle liste del Pdl non ci saranno indagati o imputati. Il senatore Antonio d’Alì per le Politiche del prossimo 24 e 25 febbraio, nonostante i suoi problemi giudiziari, sembra dover avere confermata la ricandidatura al Senato.  Il 7 gennaio l’ufficio di presidenza del Pdl ha posto tre paletti, approvando specifici criteri per le candidature alle elezioni politiche dei parlamentari uscenti. Stop per chi in parlamento ha totalizzato più di tre legislature, ha più di 65 anni e per chi non ha seguito ‘correttamente’ la linea di partito. In Sicilia, questi paletti, avrebbero dovuto mettere a rischio la candidatura di alcuni esponenti, dei volti noti e dei big di partito. Se passasse il criterio del rinnovamento invocato dal Cavaliere, sarebbero a rischio, tra le altre, le candidature di Domenico Nania, Pino Firrarello, Enrico La Loggia e Antonio d’Alì. Il senatore trapanese d’Alì, con quasi 19 anni di attività parlamentare, dovrebbe essere fuori dai giochi. E’ al Senato dal 1994 e complessivamente conta due legislature fino a scadenza di mandato (1996/2001 e 2001/2006) e altre tre con scadenza anticipata (1994/1996, 2006/2008 e 2008/2012). Ma la strada per alcuni non è del tutto sbarrata. Durante l’ufficio di presidenza, presieduto dal segretario Angelino Alfano, è stato stabilito che “a tali criteri si può derogare, in via eccezionale, soltanto su deliberazione di un comitato nominato dal presidente Silvio Berlusconi”, sulla base dell’impegno speso a servizio del partito, del legame che ogni parlamentare ha saputo instaurare sul territorio e della storia politica dei candidati. Ed oggi  i berlusconiani ragioneranno proprio sulle deroghe. Antonio d’Alì è attualmente imputato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, accusato di essere stato aiutato dalla mafia quando si candidò la prima volta al Senato, ma nella sua partecipazione a Servizio Pubblico Berlusconi ha chiarito che “le vicende giudiziarie dei candidati verranno valutate una per una”. Per il comitato centrale del Pdl tutto potrebbe essere irrilevante e d’Alì nonostante abbia superato le tre legislature potrebbe ottenere una deroga dal partito. Le prossime ore saranno decisive per comprendere quale sarà il futuro del senatore trapanese.