lunedì 7 gennaio 2013

AVVELENATI SEI CANI. E' CACCIA AI CRIMINALI


Castelvetrano - Si indaga sull’ennesimo cane avvelenato. Da Capodanno all’Epifania sono sei i cani avvelenati a Castelvetrano. Tre sono morti e altri tre sono stati salvati in extremis. Laika è morta nel peggiore dei modi. E’ stata avvelenata il giorno dell’Epifania. Purtroppo il copione è tristemente conosciuto, bava alla bocca, blocco respiratorio e atroci sofferenze che culminano nell’arresto cardiaco. Per evitare che si mordesse la lingua durante le convulsioni, le hanno messo un pezzo di cartone arrotolato tra i denti. Nella notte tra l’uno e il due gennaio, vengono avvelenati  Kelly, Tina e Charlie. Le prime due sono cagnoline microchippate, sterilizzate e reintrodotte nel territorio come cani di quartiere, secondo quanto previsto dalla legge. I Carabinieri, chiamati da coloro che se ne erano presi cura, avvertono l’Asp, intorno alle due del mattino, ma
si sentono rispondere che la reperibilità dei veterinari non riguarda i cani da soccorrere nel territorio. Dicono che loro possono intervenire soltanto per costatarne la morte. Al momento, il canile municipale è ancora sotto sequestro e non è mai stata chiarita la questione delle competenze sul primo intervento sui cani randagi. Il dottor Guido Vanella non ha dubbi: “L’Asp non prevede che nella nostra reperibilità dobbiamo curare i cani. Diversamente ci metterebbe a disposizione gli strumenti. Il lettore microchip non mi è stato fornito dall’Asp, ma ne utilizzo uno mio, personale. Non siamo pagati per curare i cani randagi – prosegue il dottor Vanella - la legge dice che sono di proprietà del Comune, che è il responsabile”. Il canile comunale ha un ambulatorio, attrezzato per gli interventi di primo soccorso. Kelly non ce la fa, mentre Tina e Charlie sopravvivono. Il due gennaio è Berto che grazie all’atropina iniettata si salva. Il quattro gennaio muore un cucciolo senza nome. Il sei gennaio “è stato soccorso un cane con sintomi di avvelenamento – riferisce Salvatore Macaluso, Ispettore Capo della Polizia Municipale - A nulla è valso l’intervento della Laica, gestore del canile comunale né del veterinario reperibile. Il cane è deceduto”. L’ispettore ha fatto trasferire ieri il corpo del povero animale a Palermo, “al fine di dare una certezza alla diagnosi del dott. Guido Vanella, Veterinario Reperibile, intervenuto sul posto”. Macaluso riferisce di aver sequestrato il corpo del reato, la “polpetta avvelenata” e che ha avviato “le procedure previste dal codice penale informando la Procura della Repubblica. Caccia a questi criminali. Nelle more, dei risultati delle analisi – conclude Macaluso – inizieremo a visionare le telecamere di sorveglianza sparse lungo l’area artigianale per trovare utili indizi”.