giovedì 17 gennaio 2013

ALLARME CATRAME SULLE ALI DELLA FARFALLA


Favignana – Allarme inquinamento alle Isole Egadi. La macchia di petrolio, che ha colpito più di un chilometro di costa a nord dell’isola di Favignana, sul versante occidentale della Sicilia, si sta allargando e cresce l’allarme anche a Levanzo. Mentre proseguono le indagini della Capitaneria di Porto di Trapani, nella speranza di trovare la petroliera o altra nave mercantile responsabile di aver lavato le proprie cisterne a largo dell’arcipelago delle Egadi, causando l’ondata nera che dall’11 gennaio ha punteggiato di catrame la costa. La marea nera, dopo essere rimasta in mare per chissà quanti giorni, ha terminato il suo viaggio nel cuore della Riserva marina più grande d’Europa. Provocando una autentico scempio ambientale nel tratto di costa favignanese che va da punta Faraglione a punta Ferro,
soprattutto a cala del Pozzo, dove si trova una spiaggia con sabbia corallina, unica in tutto l’arcipelago. Purtroppo il caso di inquinamento è di dimensioni maggiori rispetto a quanto percepito all’inizio. “ E’ stata colpita anche la costa di Cala Tramontana a nord-ovest di Levanzo”, afferma Stefano Donati, direttore dell’Area Marina Protetta. Al momento risulta risparmiata l’isola di Marettimo ma, non si esclude che possa essere attacca anche quella. Nel bel mezzo di questo disastro ambientale, fortunatamente le braccia non mancano. L’allarme ambientale scattato nelle Egadi sta intanto rimbalzando in tutta Italia e già oggi dovrebbero arrivare i primi volontari di Legambiente, che per sabato e domenica ha organizzato una due giorni per pulire il litorale, appellandosi al senso civico di ciascuno per salvaguardare l’ecosistema delle Egadi. “Servono uomini e braccia per rimuovere il catrame dal litorale”. Ed i volontari che vorranno dare il loro contributo potranno viaggiare gratuitamente sui mezzi dell’Ustica Lines, messi a disposizione dalla compagnia di navigazione. “Anche la Siciltransfert ha deciso di mettere a disposizione gratuitamente i propri mezzi per chi vuole raggiungere il luogo da bonificare – dichiara il sindaco di Favignana, Lucio Antinoro – e il Comune offrirà la colazione a sacco a tutti i volontari. I mezzi partiranno sabato e domenica dalla sede dell’Area Marina Protetta alle 8.30 e alle 10.15”. Per intensificare le operazioni di bonifica, nell’arcipelago si prepara ad intervenire anche la Protezione civile nazionale e regionale, che ha assicurato l’invio di un mezzo 4x4, dotato di modulo antincendio, per avere acqua a pressione. Il forte freddo e il maltempo di questi giorni non aiutano di certo la macchina di volontari che si è messa in moto per far tornare a brillare le ‘ali della Farfalla’. Questo triste scenario è segnato anche dalla pioggia di polemiche che in questi giorni si sta imperversando sul disastro. “Quello che vogliamo è attenzione per le Egadi – afferma il sindaco Antinoro – ma in modo costante, non sporadica e di convenienza. E’ per questo motivo che non raccogliamo le provocazioni di chi non è a conoscenza dei fatti, come il coordinatore del Pdl, Gaspare Ernandez, che in una lunga nota elenca l’attività del Senatore d’Alì in favore di questo territorio. Per quel che ci riguarda d’Alì è latitante da tempo alle Egadi”. Così il sindaco di Favignana replica alla difesa che il suo partito muove nei confronti del senatore Antonio d’Alì, che da Roma riguardo all’accaduto aveva precisato che  “Quanto verificatosi nelle Egadi  conferma della necessità di dar luogo alle mie reiterate proposte – ha commentato il sen. d’Alì, presidente della Commissione Ambiente –  in ordine ad un controllo della navigazione molto più efficace ed efficiente dell’intero Mediterraneo ed in particolare in prossimità delle aree marine protette”. Una nota che oggi ha più il sapore amaro di un ”io l’avevo detto” e sul quale il sindaco di Favignana aveva incalzato, affermando: “Il Senatore d’Alì parla come se non fosse uomo di Governo. Venga a Favignana piuttosto, assieme al direttivo locale del Pdl, a dare una mano a chi davvero sta lavorando per tutelare il territorio. Ci sono due mila chili di catrame da asportare, e ne abbiamo raccolto solo un quarto”. Con una catastrofe in corso, già difficile da gestire, risulta ancora più complicato per il sindaco restare sotto l’occhio delle polemiche. Al momento, come ricorda Antinoro, ciò che serve è la forza-lavoro: “Non abbiamo bisogno di proclami, ma solo di braccia e mani robuste che ci vengano ad aiutare”. Un invito che resta, per sabato e domenica, comunque rivolto a tutti i cittadini.