domenica 13 gennaio 2013

1968-2013. 45 ANNI DAL TERREMOTO DELLA VALLE DEL BELICE


Salaparuta -  A quarantacinque anni dal terremoto del 1968 ancora si parla di ricostruzione e di sviluppo e il vescovo di Mazara alza la voce: “Basta a stillicidio di erogazioni”. Sono parole durissime quelle pronunciate da monsignor Domenico Mogavero, vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, durante la celebrazione eucaristica nella chiesa della Santissima Trinità, a Salaparuta, in occasione del 45° anniversario del terremoto che colpì la Valle del Belice. “Qui la terra porta ancora i segni di quelle ferite profonde – ha detto il Vescovo nell’omelia – ma ancor di più l’animo di tanti suoi figli fu inaspettatamente e dolorosamente segnato da quello sconvolgimento della terra che cancellò una storia, che ancora oggi non si riesce a riscrivere. Perché agli sforzi di tanti – ha precisato Mogavero – non è corrisposta l’adesione fattiva e solidale di chi avrebbe dovuto
esercitare un’azione saggia e promozionale finalizzata a far diventare la tragedia della Valle una ferita del Paese, approntando con intelligenza progettuale le risorse per la ricostruzione strutturale dei paesi terremotati e soprattutto per ricostruire il tessuto umano e produttivo del Belice. E invece, anno dopo anno, la ricorrenza-anniversario assume sempre più i tratti di un rituale stanco e ripetitivo di commemorazioni, appelli e rimostranze”. Il prelato nella sua omelia ha usato toni duri, criticando ed evidenziando che “Se è vero che negli anni immediatamente successivi al disastro sono stati compiuti non pochi errori, soprattutto politici ai diversi livelli, questo non può costituire una ragione per aspettare giustizia passivamente”. La ricostruzione, dunque, a 45 anni dal terremoto non è stata ancora conclusa: “mancano 390 milioni di euro. Ma si guarda allo sviluppo, oltre il terremoto” ha ribadito il coordinatore dei sindaci Nicola Catania, che nei giorni scorsi ha informato sui 45 milioni di euro, rispettivamente 10 e 35, approvati da Camera e Senato. La messa doveva essere celebrata ai ruderi, sulle macerie della vecchia matrice di Salaparuta, ma la pioggia ha fatto cambiare programma nella stessa mattinata. Chiesa gremita di cittadini e nelle prime file rappresentanti delle istituzioni a più livelli. Il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Giovanni Ardizzone, che ha dichiarato “il problema della Valle del Belice non può essere confinato qui”, deputati regionali, i senatori Maria Pia Castiglione e Tonino D’Alì, che ha letto il messaggio del presidente del Senato Renato Schifani, ed i sindaci dei paesi della Valle del Belice delle province di Trapani, Agrigento e Palermo. E’ stato il coordinatore dei sindaci Nicola Catania ha dare lettura del messaggio del presidente della Repubblica: “Le drammatiche conseguenze  di quel sisma impongono un responsabile impegno a ripristinare con celerità ed efficacia i tessuti sociali ed economici devastati – ha scritto Giorgio Napolitano – si operi affinché i processi di trasformazione del territorio siano realizzati con l’attenzione dovuta a sicurezza, incolumità, rispetto dell’ambiente e le sue insostituibili risorse”.