sabato 8 dicembre 2012

"VA PIGGHIA A DENISE". SPUNTA INTERCETTAZIONE DEL 2004

Marsala – Clamoroso colpo di scena al processo per il rapimento di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004. Spunta una nuova intercettazione ambientale, rimasta fino ad
ora sconosciuta. A rivelarne l’esistenza, è stato l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio e Piero Pulizzi, genitori di Denise, che ha chiesto al Tribunale di Marsala di disporne la trascrizione.
Qualcuno dice: “Va pigghia a Denise. Ma Peppe, chi ti rissi?” (Vai a prendere Denise. Ma Peppe che ti ha detto?, ndr). E una seconda persone risponde: “Ma d’unni l’ha purtare" (Ma dove la devo portare, ndr). Queste parole sono state pronunciate ottantacinque giorni dopo la scomparsa della piccola Denise nel corso di una conversazione tra due persone sullo scooter di Jessica Pulizzi. L’ intercettazione ambientale è stata effettuata il 24 novembre 2004 alle 19.15, con un sistema di rilevazione satellitare gps, installato dal 3 settembre 2004. I pm Sabrina Carmazzi e Francesca Rago non si sono opposti mentre la difesa di Jessica Pulizzi si è riservata di pronunciarsi. Assenti in aula i due imputati: la sorellastra di Denise per parte di padre, Jessica Pulizzi, accusata di concorso in sequestro di minore, e l’ex fidanzato Gaspare Ghaleb, che deve rispondere di false dichiarazioni al pubblico ministero. L’intercettazione ambientale e l’attività di ricerca nelle ore immediatamente successive alla denuncia di scomparsa di Denise sono state al centro della 26esima udienza del processo in corso davanti al Tribunale di Marsala. Nel corso dell’udienza fiume sono stati ascoltati gli investigatori che parteciparono all’attività di ricerca nelle ore successive alla denuncia di scomparsa. Il maresciallo dei carabinieri Giorgio Piccione è stato il primo teste ascoltato. L’investigatore, all’epoca dei fatti in servizio a Mazara, ha spiegato come sono state condotte le ricerche e le attività d’indagine subito dopo aver ricevuto la notizia della scomparsa della bambina: “La richiesta di intervento - ha detto - è arrivata per telefono alle 12.30. Le prime ricerche furono effettuate in un raggio di un chilometro, controllati pozzi e cave e anche una vicina villa abbandonata. Controllate, con esito negativo, anche alcune auto sospette”. E’ emerso, anche, che i carabinieri furono depistati perché la prima volta che si recarono nell’abitazione di Anna Corona, madre di Jessica ed indagata di reato connesso in un secondo filone investigativo, furono fatti entrare a casa di una vicina anche se fu fatto credere loro di trovarsi invece nell’appartamento di Corona. Il sottufficiale ha poi riferito dell’attività di intercettazione telefonica e ambientale, raccontando anche di quella captata l’11 settembre 2004 nel commissariato di polizia di Mazara del Vallo, quando Jessica Pulizzi, a bassa voce, disse alla madre, Anna Corona, “Quando ero con Alice (la sorella più piccola di Jessica, ndr) a casa c’ha purtai”. Chi fosse l’oggetto della frase non è stato accertato. Per la parte civile, Jessica parlava di Denise. “Quando si sussurra - ha commentato il maresciallo Piccione - è perché si tende a nascondere qualcosa”.
di Irene Cimino per