domenica 2 dicembre 2012

TABACCAI NEL MIRINO DELLA CRIMINALITA'


Marsala I tabaccai lilibetani ormai sono sotto il mirino della criminalità. Dopo la pausa di ottobre ancora gravi episodi delinquenziali ai danni di tabaccai marsalesi. L’altra sera sulla via Vecchia Mazara un’automobile ha affiancato quella di un noto tabaccaio del centro di Marsala, intimandogli di fermarsi. La vittima, seppure non avesse con se l’incasso della serata, impaurito ha cercato di sfuggire ai rapinatori. Durante l’inseguimento, i malviventi hanno affiancato l’auto del tabaccaio e gli hanno infranto, con un oggetto contundente, il vetro laterale dell’auto nel tentativo di impaurirlo e di costringerlo a fermarsi. Nonostante ciò, il tabaccaio, non fermandosi, è riuscito a defilarsi, dando gas all’acceleratore. Ancora sotto choc, poi, ha denunciato il fatto ai carabinieri, che hanno avviato le indagini. Fortunatamente la rapina non è
andata a buon fine e il tabaccaio se le cavata con una buona dose di paura e un finestrino frantumato. Era finita peggio, la scorsa settimana, ad un altro tabaccaio della periferia di Marsala, atteso sotto la propria abitazione nel centro. In quell’occasione il tabaccaio, al rientro a casa, è stato bloccato da un rapinatore. Sotto la minaccia di una pistola il malvivente si è fatto consegnare l’incasso della giornata, non si conosce la cifra, e prima di andarsene con il bottino ha colpito con il calcio della pistola la vittima, procurandogli una ferita da taglio alla testa. Giunto al pronto soccorso è stato giudicato guaribile in una decina di giorni. Sull’accaduto indaga la polizia. Gli investigatori non escludono che i due fatti di cronaca possano avere un nesso comune. Le rapine con i tabaccai marsalesi presi di mira si erano arrestate a settembre, quando gli uomini dell’investigativa di Marsala, assieme a personale del Commissariato di Mazara del Vallo, avevano catturato, grazie a filmati e testimoni, due dei tre malviventi della banda. Un pregiudicato mazarese e un marocchino residente a Mazara su disposizione del Gip vennero posti agli arresti domiciliari. Ancora oggi gli uomini del Commissariato di Mazara lavorano per scovare il terzo complice. Gli investigatori, adesso, cercano di capire se ad agire possa essere la stessa mano. Tra le rapine di settembre e quelle recenti cambia solo lo scenario. Non più la tabaccheria, in cui l’installazione della telecamera a circuito chiuso potrebbe essere utile per riconoscere i malviventi, ma il tabaccaio seguito dopo la chiusura ed aggredito e derubato in una strada isolata, senza testimoni.