lunedì 17 dicembre 2012

RICERCATO L'ATTORE PALERMITANO CASISA

Castelvetrano - La notte scorsa un centinaio di Carabinieri della Compagnia di Castelvetrano hanno eseguito una vasta operazione volta a disarticolare un sodalizio criminale che, radicato a Partanna, Salemi e Santa Ninfa, Vita e Palermo, riforniva di cocaina e hashish i giovani della Valle del Belice. Dieci le persone sottoposte agli arresti, tra i quali figura anche una donna, mentre per due giovani è scattato l’obbligo di dimora. Sono tutti giovani, di età compresa tra i 20 e 38 anni. Le ordinanze sono state emesse dal Gip del Tribunale di Marsala, su richiesta della Procura della Repubblica. Tra le persone destinatarie dei provvedimenti una è attivamente ricercata, l’attore palermitano, Francesco Casisa, 25 anni. È l’unico latitante dell’operazione denominata “Bronx 2”, prosecuzione di un’altra indagine su una rete di spaccio tra i comuni di Castelvetrano, Partanna, Salemi e Santa Ninfa nel trapanese. Il giovane si troverebbe a Parigi dove vive con una cineasta. Casisa era già stato arrestato nel 2008 e poi condannato per reati di droga ed era stato arrestato anche per rapina. L’attore abitava allo Zen
di Palermo, faceva il posteggiatore abusivo, ed era stato lanciato dal regista Emanuele Crialese con il film “Respiro”. Ha partecipato anche ai film ‘Il fantasma di Corleone’, documentario sulla vita del boss Bernardo Provenzano, arrestato qualche settimana dopo l’uscita del film. Tra le fiction tv, ha recitato in quella di ‘Paolo Borsellino’, al ‘Capo dei capi’, a ‘La siciliana ribelle’, pellicola dedicata alla vita di Rita Atria, la ragazza partannese che collaborava con il giudice Borsellino e che si suicidò dopo la strage di via D’Amelio. L’ultimo film interpretato da Casisa è Amaro amore di Francesco Henderson Pepe presentato a giugno al festival di Taormina. Il fornitore di questa organizzazione era l’attore palermitano, che veniva contattato telefonicamente dal partannese Saverio Bellafiore, quest’ultimo impossibilitato a raggiungere il capoluogo siciliano in quanto già sottoposto a misura restrittiva. Quartier generale dell’organizzazione era Partanna. Qui, in contrada Camarro, ad avere il monopolio dello spaccio, secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, erano Davide Ancona e Saverio Bellafiore, mente della banda, che si avvalevano della manovalanza di Gaetano Farro e Antonino Faletta. I due corrieri, con cadenza settimanale, si recavano a Palermo per approvvigionarsi della droga che in gergo veniva chiamata “videogioco” o “fattura”. Era il linguaggio in codice che utilizzavano i componenti del sodalizio smantellato, quando parlavano a telefono. Gli assuntori erano operai, muratori agricoltori. Molti di loro avevano un rapporto confidenziale con i venditori. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrate modiche quantità di hashish e marijuana. Nonostante la banda operasse nel regno del superlatitante Matteo Messina Denaro, allo stato attuale non emergono collegamenti con la criminalità organizzata. Le indagini si sono sviluppate a macchia d’olio e all’alba di oggi è scattata la retata con elicotteri che hanno sorvolato tutta la Valle del Belice.