sabato 8 dicembre 2012

NATANTI MAZARESI NEL MIRINO DEI PAESI DEL MEDITERRANEO


Mazara del Vallo – Protesta la città dell’accoglienza per l’ennesimo sequestro di un peschereccio mazarese al largo delle coste siciliane. A finire nella rete dei controlli delle autorità tunisine questa volta è stato il “Flori” impegnato venerdì nella pesca delle triglie. Il motopesca mazarese, fermato a circa 35 miglia a sud di Lampedusa, al limite della zona protetta “Mammellone”, è stato affiancato da una motovedetta tunisina. Alcuni militari sono saliti a bordo e dopo il controllo dei documenti hanno costretto l`equipaggio a seguirli fino al porto di Sfax. “Il motopesca – afferma Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto produttivo per la pesca ‘Cosvap’, che ha dato la notizia - era al limite di quest`area, e quindi non c`era alcuna ragione di procedere al sequestro. Bisogna fermare questo accanimento”. A bordo del natante”Flori” si trovano nove marittimi, quattro mazaresi e cinque tunisini. Il motopesca è di proprietà della società armatrice ‘Egeo pesca srl’ ed il 26 luglio scorso era stato fermato da una motovedetta egiziana a circa 22 miglia da
Alessandria insieme ad altri quattro pescherecci mazaresi. In quell’occasione furono trattenuti solo per poche ore e liberati dopo un ammonimento a pescare fuori dalle acque territoriali egiziane. Uno dei soci della ditta, che si trova a bordo del natante, si sfoga con Tumbiolo: “Siamo stanchi. E` un rischio continuo. Si tratta di un sequestro ingiustificato, senza ragione. Eravamo fuori dal Mammellone – insiste l’armatore - e quindi in acque internazionali”. L’ultimo sequestro di un peschereccio mazarese ad opera delle autorità tunisine risale allo scorso 14 settembre. In quella circostanza era stato sequestrato e tenuto a Sfax, per più di un mese, il motopesca “Twenty four”. “I nostri pescatori - dichiara il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi - hanno perso la serenità di poter svolgere un duro ma onesto lavoro nel Mar Mediterraneo nonostante gli innumerevoli sforzi per rendere il Mare Nostrum luogo di pacifica convivenza e prosperità. E` sempre più urgente l`istituzione di un tavolo tecnico – ha replicato il primo cittadino - per affrontare, con tutte le autorità dei Paesi Rivieraschi, la regolamentazione mediterranea sulla pesca. E` necessario concordare linee comuni, dal riposo biologico ad un corretto sfruttamento delle risorse ittiche”. Al porto di Bengasi, in Libia, è ancora trattenuto, dallo scorso 7 ottobre, un altro peschereccio mazarese, il “Daniela L”, con due motoristi in attesa del processo d`appello. Il vice ministro libico all`Agricoltura con delega alla Pesca, Adnan Gibrial, ieri a Palermo, si è detto fiducioso circa la liberazione del “Daniela L” che ritiene avverrà “al più presto”.