venerdì 21 dicembre 2012

MARESCIALLO DELLA MARINA MILITARE CONDANNATO PER VIOLENZA SESSUALE

Trapani – Condannato ad un anno ed otto mesi di reclusione per violenza sessuale, con la concessione della sospensione condizionale, un maresciallo della Marina Militare, il quarant’enne I.F., in servizio presso la Capitaneria di Porto di Trapani. La sentenza è stata emessa dal giudice per le udienze preliminari Piero Grillo. Le indagini erano state avviate tre anni fa a seguito della segnalazione di una giovane militare. Nel 2009, all’epoca del suo tirocinio militare, la ragazza ha rapportato ai suoi superiori di essere stata perseguitata da un maresciallo Capo della Capitaneria, con minacce e atti
persecutori, sfociati anche in palpeggiamenti. I vertici militari della Capitaneria di Porto, tuttavia, non hanno ritenuto di sanzionare il comportamento antidisciplinare di I.F., noto militare diverse volte elogiato, destinando il dovuto procedimento disciplinare all’assoluzione. La giovane, piuttosto che arrendersi, ha sporto denuncia per stalking e violenza sessuale, portando il maresciallo capo ad un processo penale, celebrato nelle forme del giudizio abbreviato. La tirocinante ha raccontato di essere stata perseguitata da I.F. per mesi, con l’intento di metterla in difficoltà all’esame finale di tirocinio, approfittando della sua posizione di superiorità. Sempre in base al rapporto dell’aspirante militare, il maresciallo l’avrebbe condotta presso la stanza dell’ufficio di un superiore, assente quel giorno, e lì le avrebbe palpeggiato il sedere. Anche un’altra giovane militare, durante il processo, ha testimoniato che il maresciallo due giorni dopo l’accaduto, avrebbe fatto la stessa cosa con lei nell’androne della Capitaneria di Porto. Sono stati diversi i militari, di ogni grado, sentiti come testimoni, che hanno fatto risultare una corposa serie di elementi. Durante l’arringa, durata quasi due ore, il legale di I.F., l’avvocato Michelangelo Marino ha chiesto l’assoluzione del suo assistito, facendo emergere le diverse contraddizioni dei testimoni e dando credibilità alla versione del maresciallo. Il sostituto procuratore, Paolo Di Sciuva, ha chiesto, contrariamente, la condanna a quattro anni di reclusione per tutte le accuse contestate. Il giudice, nella sua sentenza, condannando l’imputato per violenza sessuale, l’ha invece assolto dalle accuse di stalking, atti persecutori e tentata concussione.