venerdì 7 dicembre 2012

LA MAFIA SI FINANZIAVA CON L'EOLICO


CastelvetranoSei affiliati alle famiglie mafiose di Castelvetrano e Salemi sono stati arrestati all’alba di ieri, dai carabinieri del Ros di Palermo e Roma e del comando provinciale di Trapani, nell’ambito dell’operazione denominata “Mandamento”. Il provvedimento, firmato dal gip Giuliano Castiglia, ha portato in carcere il castelvetranese Santo Sacco, consigliere provinciale del Pdl, Salvatore Pizzo, ex consigliere comunale di Terrasini, Salvatore Angelo, imprenditore di Salemi; Gaspare Casciolo, considerato il capo della famiglia mafiosa di Salemi e Paolo Rabito e Gioacchino Villa, ritenuti affiliati allo stesso clan. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, corruzione aggravata, favoreggiamento aggravato, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo e intestazione fittizia di beni. Le indagini, partite nel maggio 2007, hanno
consentito di documentare l’infiltrazione di Cosa Nostra nelle attività economiche delle provincie di Trapani, Agrigento e Palermo. Al centro di tutto l’acquisizione di lavori per la realizzazione degli impianti di produzione delle energie rinnovabili. In tale contesto, pedina fondamentale è risultato l’imprenditore salemitano, intorno al quale orbitava il sistema societario con cui l’organizzazione mafiosa si era infiltrata direttamente nel circuito produttivo e, in particolare, nei progetti di realizzazione dei parchi eolici di “San Calogero” di Sciacca (Ag), “Eufemia” di Santa Margherita Belice (Ag) e Contessa Entellina (Pa); “Mapi” di Castelvetrano (Tp) e Montevago (Ag), nonché del parco fotovoltaico di Ciminna (Pa). Salvatore Angelo, che con i suoi collaboratori si vantava di essere un fedelissimo di Messina Denaro, aveva contatti anche con i boss Lo Piccolo, all’epoca latitanti. Le microspie dei carabinieri avrebbero ripreso l’imprenditore mentre dava disposizioni affinché parte dei proventi dell’attività venissero girati al boss Matteo Messina Denaro per finanziarne la latitanza. Numerose le intimidazioni ai danni di imprese concorrenti, l’ultimo attentato incendiario risale all’1 ottobre scorso a Castelvetrano. Vittima dell’atto intimidatorio un noto imprenditore del fotovoltaico, Gaspare Spallino, amministratore unico della società Modulor Energia srl. Braccio destro di Angelo, secondo la tesi degli inquirenti, Santo Sacco, il politico castelvetranese, per anni sindacalista della Uil. Secondo gli investigatori Sacco avrebbe ricevuto sostegno dalla cosca di Messina Denaro, e sarebbe stato anche uno dei distributori dei “pizzini” a lui destinati. Appresa la notizia dell’arresto di Sacco, il coordinatore provinciale del Pdl, il sen. Antonio d’Alì, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha chiesto alla segreteria nazionale e ai coordinatori ragionali “l’immediata sospensione da ogni ruolo di partito ricoperti dal consigliere provinciale Santo Sacco”. Contestualmente agli arresti, ieri mattina è stato anche eseguito il decreto di sequestro preventivo di beni, per un valore stimato di oltre dieci milioni di euro, delle quote delle società “Salemitana Calcestruzzi s.r.l, con sede a Salemi di Salvatore Angelo, e “Spallino Servizi s.r.l.”, con sede a Castelvetrano, intestate a prestanome ma in realtà nelle disponibilità del detenuto Antonino Nastasi, organico alla famiglia mafiosa di Castelvetrano e indicato dai collaboratori di giustizia quale anello della catena di ‘postini’ che in passato avrebbe curato il recapito dei messaggi a Messina Denaro.
di Irene Cimino per