sabato 15 dicembre 2012

INCIDENTE PROBATORIO PER LA GIOVANE VIOLENTATA ALL'IPAB

Marsala- In sede di incidente probatorio, per la violenza sessuale continuata all’Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza “Rubino” di Marsala, è stata ascoltata la studentessa, N. C., che ha subito le violenze, quando era minorenne. “Sono stata molestata ed abusata da entrambi”, con queste parole, la giovane, ha confermato le accuse nei confronti della ex responsabile dell’unità assistenziale e del bidello della struttura. L’istituto di Marsala è stato coinvolto in una tragica storia di pedofilia che ha portato agli arresti domiciliari i due imputati, Giuseppa Signorello e Vincenzo Galfano, accusati di “violenza sessuale continuata e aggravata in danno di una minorenne”. E’ stato l’avvocato degli imputati, Stefano Pellegrino, a richiedere l’ incidente probatorio. Secondo Pellegrino, davanti al magistrato “la giovane presunta vittima degli abusi sessuali sarà chiamata a ripetere il suo racconto, in modo da
“cristallizzare” la testimonianza ai fini del giudizio finale. Proprio nel corso dell’incidente probatorio, la difesa cercherà di aprire eventuali crepe nel costrutto dell’accusa”. Per l’avvocato Pellegrino si tratta di “false accuse”, la denuncia sarebbe una “ritorsione” dei familiari della presunta vittima. L’arresto è scattato lo scorso 3 ottobre in seguito all’indagine, condotta dalla squadra mobile di Trapani e dalla Procura di Marsala, seguita dal sostituto procuratore Dino Petralia. Il procedimento ha preso piede dopo le rivelazioni della minorenne che aveva denunciato i due di “attenzioni sessuali”. Le violenze sarebbero iniziate nel 2004, quando la vittima aveva appena 14 anni, e si sarebbero protratte fino al 2009. Dopo la denuncia, la ragazza ha ricostruito i fatti anche grazie all’aiuto dell’unità “Arcobaleno”, appositamente realizzata presso la Questura di Trapani per l’ascolto protetto, assistita e supportata da un team di psicologi. Nel corso delle indagini sono state effettuate anche alcune perquisizioni. Gli investigatori si sono avvalsi anche della collaborazione dei servizi sociali del Comune di Marsala, che hanno fornito “elementi utili alle indagini”. Secondo le indagini della polizia, la ragazzina, che frequentava il doposcuola, nei pomeriggi in cui veniva affidata dalla madre all’istituto, sarebbe stata invitata in diverse occasioni, “secondo una prassi consolidata”, dalla donna dell’istituto nella sua stanza in presenza del bidello. “In quei locali – avevano spiegato gli investigatori – la minore pativa atti sessuali posti in essere contemporaneamente dagli arrestati”. L’indagine, che prosegue per accertare ulteriori vittime, ha ricostruito una storia fatta di abusi disagi e violenze, intaccando quello che avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento e di aiuto per i giovani in difficoltà. Ieri, davanti al giudice per le indagini preliminari, Francesco Parrinello, si è svolto l’incidente probatorio. La ragazzina, N. C., ha risposto alle domande del pm Petralia, senza vedere i due imputati, in quanto ospitata in un’altra stanza assistita da una psicologa. Gli imputati e i loro legali hanno avuto modo di vederla ed ascoltarla attraverso un monitor. Secondo alcune indiscrezioni si è trattato di un incidente probatorio “molto stringato”, nel quale la ragazza ha confermato le accuse, senza scendere nei particolari, o descrivere i luoghi o i tempi in cui la violenza si sarebbe consumata. L’unico dettaglio emerso durante l’incidente probatorio è quello riferito dalla giovane sul bidello che “manifestava spesso dei dolori alle parti intime”. Nelle scorse settimane, Pellegrino aveva riferito: “Entrambi i miei assistiti si professano assolutamente innocenti”, ma il Tribunale del Riesame di Trapani ha rigettato l’istanza difensiva per la revoca degli arresti domiciliari per Giuseppa Signorelli e Vincenzo Galfano. “Vista l’entità delle dichiarazioni rese in sede di incidente probatorio – ha precisato l’avvocato Stefano Pellegrino, che assiste entrambi gli imputati insieme a Roberta Piccione – e la scarsità di particolari riportati, presenterò nuovamente istanza di revoca della misura cautelare”. Tutto quanto dichiarato oggi al piano terreno del palazzo di Giustizia di Marsala, ha già valore di prova anticipata. Queste prove, date per acquisite in sede di incidente probatorio, potranno essere considerate in sede di processo ordinario, come oggettivamente valide e talvolta diventano anche determinanti.