lunedì 10 dicembre 2012

GRAZIE AL GOVERNO MONTI POTREBBERO ESSERE TUTTI PROSCIOLTI I 12 IMPRENDITORI IMPUTATI DI TRUFFA AI DANNI DELLO STATO


Marsala - Nuova indagine della Procura di Marsala che, dopo alcuni accertamenti fiscali della Guardia di Finanza di Castelvetrano, ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ipotesi di truffa ai danni dello Stato, falso ideologico, falsa fatturazione ed evasione fiscale, a 12 imprenditori tra Castelvetrano, Marsala, e Mazara. L’accusa, per tutti loro, è di aver chiesto ed ottenuto contributi pubblici, mettendo su un sistema di false fatturazioni, per la realizzazione di una struttura alberghiera a Selinunte, nella località Belice Mare, composta da tre corpi di fabbrica, per 88 camere, su due piani con cantinato, il “Selinunte Beach”. Ad essere indagati in questo contesto anche commercianti, artigiani e fornitori che avrebbero emesso le
fatture, in alcuni casi false, in altri casi gonfiate, necessarie per indagare gli indebiti finanziamenti. Al termine dell’indagine la Procura di Marsala ha chiesto il rinvio a giudizio per i castelvetranesi Giovanni Cascio, di 66 anni, Girolamo Grande, di 59, Eugenio Brillo, di 62, Mario Aldo Brillo, di 58, Giacomo Fundarò, di 68, e Calogero Maggio, di 44, i marsalesi Antonino Titone, di 55, Salvatore Ciaramidaro, di 59, e Girolamo Bartolomeo Castiglione, di 51, i mazaresi Nicola Pizzo, di 59, e Settimo Fabio Giacalone, di 26, e il campobellese Giuseppe La Chiana, di 47. La posizione più grave è per i due imprenditori castelvetranesi, Giovanni Cascio e Girolamo Grande. Amministratore della Seven Turist è Giovanni Cascio, coinvolto nel 2008 in un’indagine  dalla Procura di Marsala, sempre per una vicenda analoga, contributi alle attività turistiche, in cui erano indagati l’ex deputato di Marsala David Costa e l’imprenditore di Santa Ninfa Nino Durante, già presidente della Cassa Edile di Trapani, fratello di Davide, ex presidente di Confindustria Trapani. La vicenda in quel caso riguardava alcuni finanziamenti “pilotati” del contratto di programma “Trapani Turismo” finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico  nel 2001. Cascio era proprio amministratore delegato del “Consorzio turistico trapanese”, formato da 35 aziende del settore, mentre vicepresidente era Peppe Poma, attuale presidente del consiglio provinciale di Trapani. Quel Consorzio, grazie al Contratto di programma, beneficiò di finanziamenti per 166 miliardi di lire per creare 4000 posti letto e 1000 posti di lavoro. Girolamo Grande è  amministratore della Grande Immobiliare, con Eugenio Brillo, e della Costruzioni immobiliari, mentre Amedeo Brillo è  direttore dei lavori della Seven Turist, e Fundarò è  amministratore della A. S. Costruzioni. L’importo dell’ipotesi di truffa è di circa due  milioni di euro. Secondo gli investigatori, le false fatture e le false dichiarazioni indussero i funzionari del Ministero delle Attività produttive ad autorizzare, nel maggio 2005, l’erogazione di un finanziamento di 934.704 euro, a carico del bilancio nazionale, e 400.586 euro del bilancio regionale. Poi, nel novembre 2006, di 1.335.292 euro. E’ probabile che si vada verso la prescrizione del reato. Nella prima udienza preliminare, infatti,  i difensori hanno sostenuto la “inutilizzabilità” di buona parte dell’attività d’indagine, affermando che questa sarebbe stata posta in essere a distanza di sei mesi dall’iscrizione degli imputati nel registro degli indagati. Un legale ha, inoltre, evidenziato che, almeno nelle carte in suo possesso, tale data non risulta. E ciò è decisivo ai fini di stabilire i tempi della prescrizione. Ma oltre alla prescrizione, in realtà si va verso una specie di sanatoria di fatto per tutti coloro che hanno truffato lo Stato, la Regione o la Comunità Europea con i soldi della Legge 448/92. Il Governo Monti ha deciso a Settembre una sorta di sanatoria, niente più controlli sui contributi erogati alle imprese attraverso la legge 488. “Le imprese beneficiarie delle agevolazioni - recita l’articolo 29, comma 1, del decreto legge che il Parlamento ha convertito in legge  - non sono più tenute al rispetto degli obblighi derivanti dal calcolo degli indicatori utilizzati per la formazione delle graduatorie”. Il primato per le frodi ai contributi comunitari spetta, secondo un recente rapporto dell’Unione Europea, a Calabria e Sicilia. Soltanto lo scorso anno, la Finanza ha individuato truffe sulla legge 488 per 50 milioni di euro. I fondi pubblici destinati a creare economia e nuova occupazione, secondo le verifiche delle Fiamme Gialle, sono stati usati per acquistare automobili, pagare vecchi debiti, persino per giocare in Borsa, mentre gli investimenti previsti sono rimasti sulla carta, grazie a fatture false e professionisti compiacenti. Oltre alle conseguenze amministrative, gli imprenditori scoperti, finora, sono stati denunciati per truffa ai danni dello Stato e falso ideologico, e spesso hanno subito il sequestro dei soldi, ma venuto meno l’obbligo di rispettare gli “indicatori”, i contributi sono diventati a fondo perduto. Tra prescrizione e fondo perduto dovrebbe cadere automaticamente anche il reato. La prossima udienza è fissata per il 7 febbraio 2013 alle ore 10,30.