mercoledì 12 dicembre 2012

FIRMATA LA RICHIESTA DI GIUDIZIO IMMEDIATO PER I DUE AMANTI


Trapani -  Sarà depositata domani alla Cancelleria del Gip, chiamato a pronunciarsi sull’ammissibilità del rito, l’istanza di giudizio immediato nei confronti dei due amanti, imputati dell’omicidio della 39enne Maria Anastasi, colpita alla testa con un oggetto contundente e data alle fiamme. Il 5 luglio scorso nella campagne di Trapani è stato rinvenuto il corpo semi carbonizzato della casalinga, madre di tre figli, prossima al parto della quarta. Il procuratore capo Marcello Viola, dopo aver chiuso le indagini, ha firmato oggi la richiesta di giudizio immediato per Salvatore Savalli e Giovanna Purpura, i due amanti autori dell’efferato delitto. Nei giorni scorsi i due imputati, nel corso di un serrato e angoscioso
confronto, durato circa cinque ore, hanno nuovamente tentato di addossare l’uno sull’altra la responsabilità del delitto. Versioni che gli inquirenti non ritengono attendibili. L’operaio, dopo aver denunciato la scomparsa della moglie, ha fornito in seguito diverse versioni dei fatti. Nel corso dell’ultimo interrogatorio, Savalli ha reso una nuova versione dei fatti che non ha convinto affatto i sostituti procuratore, Andrea Tarondo e Sara Morri. L’uomo, tirando in ballo due fantomatici motociclisti, presunti amici della Purpura, ha dichiarato di aver assistito “inerme” all’omicidio perché minacciato da i due, armati di pistola. Il confronto doveva servire per tentare di chiarire una volta per tutte le dinamiche dell’omicidio. “Si tratta di posizioni insanabili ed incompatibili” ha affermato il procuratore Marcello Viola, che ha coordinato le indagini. Secondo gli inquirenti, ad agire è stato il marito con il supporto dell’amante. Salvatore Savalli è accusato di omicidio preterintenzionale con l’aggravante della crudeltà e di aver cagionato la morte del feto in prossimità del parto. Giovanna Purpura è indagata per concorso. Per gli inquirenti, il concorso è stato materiale, per aver assistito al delitto, e morale, per aver “coperto” il complice. Resta da chiarire il movente del delitto, anche se sembra essere legato alla storia tra i due amanti indagati. Chi è il carnefice, chi la mente? Anche se le indagini sono chiuse, il giallo resta.