mercoledì 5 dicembre 2012

CHIESTI NUOVI TESTI PER PROCESSO ROSTAGNO


Trapani - Nuove audizioni ed acquisizioni di documenti sono stati chiesti oggi da pubblica accusa, parti civili e difensori nell’ambito del processo per l’omicidio di Mauro Rostagno. Gli avvocati Vito Galluffo e Stefano Vezzadini, difensori del boss Vincenzo Virga e di Vito Mazzara, hanno chiesto di chiamare a deporre una serie di giornalisti ed appartenenti alle Forze Armate. Si tratta di audizioni finalizzate a far luce su possibili piste alternative a quella della mafia. I pubblici ministeri Gaetano Paci e Francesco Del Bene si sono opposti ritenendo le richieste in parte tardive ed in parte non conducenti. I magistrati hanno chiesto alla Corte di assise di Trapani l’acquisizione del verbale di sequestro di sette armi lunghe, effettuato nel 1996, nell’ambito dell’operazione antimafia “Omega”, nell’abitazione di Valderice di Vito Mazzara, imputato con l’accusa di essere uno dei sicari del giornalista e sociologo, assassinato a Lenzi il 26 settembre 1988. Si tratta di fucili calibro 12, nella disponibilità
dell’imputato Vito Mazzara, detenuti legalmente dallo stesso. Il fucile utilizzato per uccidere Rostagno è dello stesso calibro. I pm hanno chiesto l’acquisizione del verbale per sottolineare, come ha dichiarato il pm Gaetano Paci “la familiarità, la conoscenza e la dimestichezza di Mazzara con questo tipo di armi”. Sulla richiesta del pm, il difensore del presunto killer, l’avvocato Vito Galluffo, ha ringraziato l'accusa per avergli dato l'occasione per specificare che “il suo assistito è un campione nazionale di tiro a piattello” e che “sapeva usare bene le armi”. Una sottolineatura, quella del legale, fatta in quanto il fucile usato dai sicari per uccidere Rostagno era esploso. Tra le richieste delle parti civili, l’avvocato Greco, rappresentante di Carla Rostagno, sorella del sociologo, ha chiesto invece di chiamare a deporre il maresciallo della Guardia di Finanza, Angelo Vozza, con cui Mauro Rostagno intratteneva rapporti nel periodo precedente l’omicidio. L’avvocato Miceli, che rappresenta Chicca Roveri, compagna del sociologo, ha chiesto invece di acquisire alcuni appunti di Rostagno riguardanti una ragazza disabile da lui assistita nel 1986. Si tratta di una richiesta finalizzata a dimostrare che i contrasti tra il giornalista torinese e l’amante della sua convivente, Luciano Marrocco, risalgono a ben due anni prima del delitto. Tutte le parti si sono riservate di avanzare ulteriori richieste. La Corte si è riservata di decidere. Il processo proseguirà il 13 dicembre.