domenica 23 dicembre 2012

45 MILIONI DI EURO PER 21 COMUNI DEL BELICE


Si sono incontrati al Parco dei Pini di Partanna i ventuno sindaci dei comuni della Valle del Belice e i senatori e deputati firmatari di due importanti provvedimenti approvati, uno alla Camera, l’altro al Senato, sull’assegnazione di 45 milioni di euro ai comuni della Valle per completare la ricostruzione post terremoto. Dopo mesi di lavoro, di duro confronto, di riunioni, di concertazione tra il Coordinamento dei sindaci della Valle del Belice, Ministeri, Regione Siciliana, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, è stato approvato, in Commissione Bilancio del Senato un emendamento all’articolo 2 comma 13 del testo della legge di stabilità (legge finanziaria dello Stato), primo firmatario il sen. A. d’Alì, cofirmatari i senatori Simona Vicari, Giampiero D’Alia, Salvo Fleres, che assegna ai comuni della Valle del Belìce 35 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai 10 milioni già votati dalla Camera dei Deputati, a seguito di un emendamento dell’on. G. Marinello. Il trasferimento di 45 milioni di euro, destinato al Belice, andrà in massima parte ad accelerare il completamento della ricostruzione del patrimonio edilizio privato, da ripartire fra i 21 comuni della Valle, secondo uno schema approvato nel 2007 dal Ministero dei Lavori Pubblici, ed in parte ad opere pubbliche. Le somme saranno impegnate sul Fondo di Solidarietà e Coesione 2007-2013. 
La conferenza è stata presieduta dal coordinatore dei Sindaci della Valle del Belice, Nicola Catania, che ha svolto un approfondito, puntuale e lungo lavoro preparatorio, per il raggiungimento di questo storico risultato. “Siamo particolarmente soddisfatti – ha dichiarato Nicola Catania- di essere riusciti ad ottenere questo finanziamento e di aver fatto comprendere in tutte le sedi istituzionali ciò che sosteniamo da anni, relativamente all’ingiustizia e al mancato rispetto dei diritti maturati, che hanno subito le nostre popolazioni; ritengo – ha proseguito il coordinatore – che sia indispensabile partire da questo risultato per avviare un processo di analisi condivisa che guardi “oltre il terremoto” ed in particolare ad un armonico processo di sviluppo economico delle aree interne del Belice, senza per questo abbandonare le nostre legittime rivendicazioni”