mercoledì 7 novembre 2012

SEQUESTRO PESCHERECCI ANCORA IN ALTO MARE


Mazara del Vallo - E’ trascorso un mese esatto, da quando il 7 Ottobre due motopesca mazaresi, il ‘Daniela L’ e il ‘Giulia P.G.’ sono bloccati sotto sequestro al porto di Bengasi, in Libia. E la trattativa per il rilascio è sempre più difficile. Sono stati fermati dai miliziani cirenaici a circa 40 miglia dalle coste libiche. Si doveva tenere un processo tre giorni fa al Tribunale di Bengasi, ma tutto è slittato di una settimana. Nel frattempo, da qualche giorno, si trova a Bengasi il presidente del Distretto della Pesca, Giovanni Tumbiolo, che in sinergia con l’Ambasciata italiana a Tripoli ed insieme con il console italiano Guido De Sanctis, già designato ambasciatore in Qatar, sta seguendo da vicino la situazione incontrando diversi rappresentanti politici e militari libici.
Complicata appare la situazione per il ‘Daniela L’ che, già sequestrato in passato in Libia, secondo le leggi del Paese, rischierebbe la confisca.
Nell’attesa di un esito positivo, ieri a Tripoli si è svolta una riunione nella sede del Ministero della Pesca, tra il Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, il neo premier libico, Ali Zeidan, e i miliziani di Bengasi. Si è parlato delle possibilità di cooperazione nel settore della pesca tra la Libia e l’Italia e in particolar modo del sequestro dei pescherecci mazaresi. “Sulla questione operiamo ovviamente in stretto raccordo con il Ministero delle Politiche Agricole e con le Associazioni rappresentative della pesca. Le stesse – ha dichiarato il Ministro degli Affari Esteri – sono anche state sensibilizzate sull’opportunità che gli operatori del settore evitino di intraprendere in questa fase, e fino alla conclusione di intese dirette, attività di pesca in zone contestate al largo della Libia o all’interno della zona economica esclusiva unilateralmente dichiarata dall’Egitto. Il susseguirsi di episodi critici – ha precisato il titolare della Farnesina, Giulio Terzi, – sta infatti causando irrigidimento da parte delle Autorità dei Paesi interessati, con il rischio che eventuali nuovi fermi si concludano con condanne detentive a carico degli equipaggi e con il sequestro dei motopescherecci e forti multe a danno degli armatori”. L’incontro si è protratto per oltre quattro ore “ed è stato positivo - ha affermato Giovanni Tumbiolo, presente all’incontro - poiché abbiamo favorito il dialogo tra due soggetti che non si parlavano, i miliziani e il nuovo governo di Tripoli. Tutto lascia sperare che i rapporti tra Libia e Italia siano destinati a migliorare soprattutto per quanto riguarda la cooperazione nel settore della pesca. Inoltre – ha concluso Giovanni Tumbiolo - devo ringraziare il neo governatore siciliano, Rosario Crocetta, che si sta interessando, tenendosi costantemente in contatto telefonico, degli sviluppi della vicenda”.