giovedì 8 novembre 2012

SCANDALO CURIA VERSO IL RUSH FINALE



Trapani - Si avvia verso la conclusione l’indagine partita da Alcamo su presunti ammanchi all’interno della Curia di Trapani. L’oggetto del procedimento riguarda i fatti relativi ad alcune appropriazioni indebiti ai danni dell’ente ecclesiastico della Diocesi di Trapani. Entro fine novembre ci saranno le richieste di rinvio a giudizio per gli indagati. La decisione è stata annunciata dopo che si sono aperti gli spiragli riguardo la richiesta di rogatoria che il Procuratore capo di Trapani, Marcello Viola, aveva inviato al Vaticano per avere accesso al conto dello Ior, la banca della Santa Sede, intestato a Treppiedi o ai suoi familiari. All’inizio dalla Santa Sede non sembrava ci fosse molta voglia di collaborare, ma pare che ora lo Ior sia pronto a rispondere alle domande inviate dalla Procura su Treppiedi. Il principale personaggio di questa vicenda, Don Ninni Treppiedi, l’ex amministratore dei beni diocesani è accusato di essersi impossessato di ingenti somme di denaro della Chiesa, di aver falsificato la firma dell’ex Vescovo Miccichè in diversi atti, e di aver orchestrato una campagna diffamatoria e calunniosa nei confronti del prelato. Per lui c’ era stata già la sospensione ‘a divinis’, ma voci insistenti parlano che al Vaticano stanno pensando anche al più grave provvedimento per un sacerdote, la riduzione allo stato laicale. La questione risale a marzo 2011, quando Don Ninni Treppiedi, Arciprete della Chiesa Madre di Alcamo, in una consueta messa domenicale annuncia di lasciare la chiesa alcamese per trasferirsi a Roma ed occuparsi dei suoi studi. Ma pochi mesi dopo parte l’indagine interna alla Chiesa, che vedrà la rimozione del vescovo di Trapani, Francesco Miccichè. Il vescovo respinge le accuse e accusa il suo braccio destro Treppiedi. Immediate le perquisizioni della Guardia di Finanza nell’abitazione di Don Ninni Treppiedi  e l’inizio delle indagini da parte della Procura di Trapani, le quali seguono la pista di truffa, calunnia, diffamazione, minacce ed appropriazione indebita, coinvolgendo soltanto Don Ninni Treppiedi e alcuni suoi familiari e amici. L’indagine della Procura interessa 14 persone, mentre, l’ex Vescovo risulta parte lesa. La vicenda continua ad infittirsi di particolari. Si arricchisce di volta in volta di nuovi misteri, trafficanti di opere d’arte, monasteri che passano di proprietà in proprietà, sigilli papali. A questo proposito,  una delle richieste di Viola al Vaticano, riguarda l’utilizzo di alcuni sigilli vaticani impiegati in molta documentazione ritrovata a giustificare finti passaggi di proprietà e documenti.