lunedì 19 novembre 2012

SCAMBIATO PER SCAFISTA. ASSOLTO. "LO RIFAREI"


Marsala – Ottantadue giorni di carcere per un incredibile equivoco. Si è conclusa positivamente l’avventura di un cittadino francese di origini tunisine, Tarek Beniatou, 58enne, che il 6 maggio 2011 era stato arrestato, dopo avere sbarcato nel porto di Scauri dieci migranti recuperati al largo di Pantelleria. E’ stata emessa oggi la sentenza dal Tribunale di Marsala, che ha assolto l’imputato dall’accusa di favoreggiamento di immigrazione clandestina. Il franco-tunisino, che era salpato con il suo gommone,  per sottrarlo alle razzie del dopo Ben Alì, da Hammamet, in Tunisia, alla volta di Marsala, si era limitato a soccorrere i clandestini. Invece viene scambiato per uno scafista ed arrestato. “Ma è stato tutto un equivoco. Quei dieci migranti – aveva spiega il cittadino francese - erano alla deriva su un barcone, io con il mio
gommone ero diretto da Hammamet a Marsala”. Il franco tunisino aveva provato a spiegare agli inquirenti di non essere uno scafista. “Ho solo salvato quei disperati che rischiavano di morire”. Eppure Beniatou era finito in carcere perché, dopo avere imbarcato i clandestini, non aveva avvertito, telefonicamente o via radio, le autorità, che stava arrivando con quel carico umano. Nell’ultima udienza, tre dei migranti hanno confermato la versione dell’imprenditore: “quell’uomo in gommone ci ha salvato la vita, non era il nostro scafista”, ma il Pm Rago aveva chiesto cinque anni di carcere e 180 mila euro di multa. Tarek Beniatou, cittadino francese, titolare di una società di manutenzioni nel 14° arrondissement di Montparnasse, a Parigi, è stato assolto. Il presidente del tribunale, Sergio Gulotta, che lo ha giudicato, ne aveva già deciso a luglio la scarcerazione. “Il mio assistito - spiega l’avvocato Paolo Paladino, legale del francese - non è uno scafista, anche perché non si è mai visto uno scafista dotato di gommone con tanto di targa, assicurazione, tassa di registro regolarmente pagata, pilota con patente nautica”. L’equivoco è stato fortunatamente chiarito. Il giudice ha stabilito che “il fatto non costituisce reato”. Dopo l’assoluzione Beniatou ha commentato: “Cosa farei se tornassi indietro? Lo rifarei, prenderei a bordo quelle dieci persone per portarle al sicuro. Se vedi in mare gente in difficoltà devi salvarla. Il mio cruccio – afferma il franco-tunisino con  un filo di rammarico – ancora oggi rimane quello di non aver potuto far salire a bordo tutti i 40 immigrati che erano sul barcone”.  Si chiude così un caso che aveva fatto molto discutere. Beniatou pronto a  rientrare a Parigi commenta: “Cosa dirò ai miei nipoti parigini? Per ora sono piccoli. Quando racconterò loro la mia storia dirò che il caso e la vita mi hanno messo davanti a questa vicenda. E dovevo farle fronte”.