giovedì 8 novembre 2012

L'APOCALISSE SI ABBATTE SULLA POLITICA TRAPANESE


Trapani – L’intera provincia è in codice rosso. Dopo aver analizzato il risultato del voto per le elezioni regionali del 28 ottobre, precipitano i partiti tradizionali. E mentre i vinti, con ottimismo, si rimboccano le maniche per risollevarsi, i vincitori, in questa provincia risultano sconfitti. Coloro che hanno un loro deputato a rappresentarli in Sala d’Ercole, al posto di una fumata bianca sprigionano fumo nero, ma di un nero seppia che un intero ciclo di candeggi non basterebbe. E non si può attribuire la colpa all’astensionismo o al ciclone Grillo, in questa provincia i panni sporchi non si lavano più in famiglia. Occorre sbandierarli, perché se i “grillini” hanno smosso le coscienze, i “rottamatori” le stanno distruggendo. La gravità dell’accuse mosse ultimamente ha portato a stravolgere anche gli eventi della Bibbia, non è Caino ad uccidere il fratello buono Abele, ma è stato Abele che ha indotto Caino a compiere il gesto perché implorava l’eutanasia. Oggi si assiste ad accuse, autosospensioni, dimissioni e deleghe assessoriali ritirate. Assessori messi alla porta da ogni parte della provincia e da tutti i partiti. Udc, Pd, Api e Pdl in testa. Da Castellamare a Castelvetrano, passando per Valderice e Mazara del Vallo, e non escludendo il capoluogo. Il Pd, grazie anche al listino Crocetta, ha fatto il pieno, con in testa l’on. Gucciardi che dopo l’elezione ha deciso di dimettersi da  segretario provinciale del partito, per non essere coinvolto nella guerra interna che sta covando. Mentre, il Pdl e l’Udc hanno il loro riferimento all’Ars , uno a testa, ma non sono quelli giusti. In questa provincia, per certi politici era meglio fare la fine del malcapitato onorevole uscente Livio Marrocco, che ottiene un ottimo risultato elettorale rispetto a tutta la Sicilia, ma non riesce a mantenere il seggio in quanto il suo partito, Futuro e Libertà, non ha raggiunto lo sbarramento del 5%. All’interno del Pdl è ormai una guerra di tutti contro tutti. Deputato regionale del partito è l’ex sindaco di Trapani Mimmo Fazio che all’indomani dell’elezione ha affermato “il Pdl sono io”, e il sindaco di Castellamare del Golfo, Marzio Bresciani, e quello di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi, decidono di escludere dalla propria giunta gli assessori che fanno capo al coordinatore del Pdl trapanese, il sen. Antonino d’Alì, in rotta con Mimmo Fazio. Molto particolareggiate le motivazioni delle decisioni: “Delega revocata perché si è interrotto il rapporto di fiducia”. Lo stesso capogruppo alla Provincia dei berlusconiani, Pietro Russo, aveva manifestato le sue perplessità nei confronti del senatore. Russo e i suoi amici avrebbero voluto un ruolo più importante nelle recenti Regionali e non quello soltanto di collettori di voti per altri candidati. La cantilena è già nota, è la stessa espressa dagli ex, in quanto hanno ieri ufficializzato le dimissioni,  fedelissimi di Giulia Adamo, presidente regionale dell’Udc, che fino ad un paio di anni fa erano anche loro pidiellini. La morale della favola è che oggi l’analisi del voto ha messo in risalto la perdita di “potere”, in termini di preferenze, del sen. d’Alì e dell’ex deputato Giulia Adamo, adesso sindaco di Marsala. Sembra proprio che i sudditi si ribellano in cerca di nuovi padroni.