martedì 27 novembre 2012

IRRUZIONE E SPARI NEL TRIBUNALE DI BENGASI


Mazara del Vallo – Tensione ieri mattina in Libia per il rilascio dei pescherecci sequestrati il 7 ottobre scorso. Dei miliziani armati sono entrati sparando nel Tribunale di Bengasi ed hanno presidiato il porto impedendo il rilascio del motopeschereccio “Daniela L.”, dell’armatore palermitano Cosimo Lo Nigro. Lo ha fatto sapere dalla Libia il presidente del Distretto della pesca Giovanni Tumbiolo. Si complica la vicenda dei pescatori dei motopesca di Mazara del Vallo, “Daniela L.” e “Giulia P.G.”, sequestrati 50 giorni fa al largo delle coste libiche e assolti mercoledì scorso dalla Corte del Tribunale militare di Bengasi. Per lasciare il porto i pescherecci hanno bisogno dei documenti di bordo e degli effetti personali dei marittimi, posti sotto sequestro in cassaforte presso la procura militare, nonché della sentenza registrata
dalla cancelleria del tribunale. Ma per via di un’irruzione armata di miliziani al tribunale, ogni attività è stata bloccata. Alcuni miliziani non sembrano soddisfatti della sentenza di assoluzione pronunciata dai giudici. Mentre il peschereccio “Giulia P.G.” potrebbe lasciare il porto Libico per fare rientro a Mazara del Vallo, a rimanere a Bengasi sarebbe invece l’altro peschereccio mazarese, il “Daniela L.”. Bisognerà attendere un ulteriore processo di appello a seguito del ricorso presentato dal Procuratore del Tribunale di Bengasi, considerata la posizione di recidività del motopesca “Daniela L.”, già sequestrato in Libia una prima volta l’1 dicembre 2010. “L’Italia e l’Europa – ha dichiarato il Presidente del Distretto Produttivo della Pesca, Giovanni Tumbiolo, che sta seguendo la vicenda in Libia – devono rendersi conto che qui c’è un’aria irrespirabile ed i rischi che corrono i nostri marinai sono altissimi. L’avvio di joint-venture  – ha auspicato Tumbiolo – attraverso concessioni speciali per l’applicazione dell’Accordo firmato il 21 gennaio 2012 è indispensabile. Ogni atteggiamento burocraticamente dilatorio da parte dei competenti Ministeri e dell’euro-burocrazia è – ha concluso il presidente del Distretto – da considerare atto ostile alla nostra marineria e, esponendo a dismisura i nostri operatori, rappresenta una seria minaccia per la loro incolumità”.