lunedì 26 novembre 2012

IL VATICANO INVIA DOCUMENTI SU ALCUNI CONTI IOR

TrapaniL’inchiesta a carico di don Ninni Treppiedi, per una serie di presunti ammanchi di denaro alla Curia trapanese, è giunta ad un punto di svolta. La Santa Sede ha risposto alla richiesta di rogatoria internazionale per la verifica di alcuni conti aperti allo Ior, avanzata allo Stato della Città del Vaticano dalla Procura della Repubblica di Trapani, nell’ambito delle indagini che vedono coinvolto l’ex direttore amministrativo della Diocesi, don Ninni Treppiedi, ed altri 13 indagati. “In risposta alla nostra istanza di rogatoria – ha rilevato il procuratore capo di Trapani, Marcello Viola – abbiamo ricevuto una nota della Santa Sede, con allegati alcuni documenti. Non siamo al momento in grado di dire se è esaustiva, e stiamo valutando”. Ad Antonino Treppiedi, sospeso “a divinis”, vengono contestati diversi reati, tra cui falso ideologico, frode informatica, delitti di truffa aggravata, ricettazione, occultamento e soppressione atti pubblici, falso pubblico per induzione, appropriazione indebita di beni, diffamazione nei confronti di don Saverio Renda e mons. Francesco Micciché, compreso stalking, diffamazione e calunnia. Coinvolti anche due giornalisti, accusati di diffamazione e calunnia. L’indagine, infatti, parte da alcuni ripetuti articoli giornalistici sulla vicenda della fusione della Fondazione Auxilium e Campanile, volti a sollevare, come accertato all’esito delle indagini, “un presunto e pretestuoso scandalo nei confronti dell’Ordinario Diocesano di Trapani, mons. Francesco Micciché, il quale secondo tali articoli, avrebbe sottratto nell’ambito della fusione in oggetto circa un milione di euro. La circostanza - secondo il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Trapani - risulta totalmente destituita di fondamento e falsa, perché finalizzata a promuovere ed ottenere - da parte di un gruppo di soggetti facenti riferimento al presbitero don Treppiedi - la rimozione per indegnità del Vescovo di Trapani”. Riguardo allo stato delle indagini, l’inchiesta sembra comunque volgere al termine. “Siamo alla fase di studio. La mole di carte relativa all’inchiesta è corposa. Ma credo – ha precisato Viola – che i tempi per la chiusura delle indagini non saranno lunghi”. I sostituti procuratori Paolo Di Sciuva e Massimo Palmeri, che coordinano le indagini, coadiuvati dagli investigatori della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza, stanno vagliando l’enorme mole di carte acquisite. Il procuratore capo non ha escluso la possibilità che un secondo filone d’inchiesta resti aperto. “Non sappiamo ancora se chiuderemo l’indagine – ha aggiunto Marcello Viola – in un’unica soluzione”.