lunedì 12 novembre 2012

AVVELENATI DALL'ERBA DELLE STREGHE

BORRAGINE                            MANDRAGORA
TrapaniDue casi isolati di intossicazione alimentare nella Sicilia occidentale, provocati da avvelenamento di mandragora, scambiata per la comunissima borragine. Si tratta di un trapanese ed un anziana palermitana, adesso, fortunatamente fuori pericolo. Avevano pensato di avere raccolto la comunissima borragine ed invece, per loro sfortuna, avevano fatto rastrellamento dell’erba delle streghe, la mandragora che provoca stati di allucinazione e numerosi effetti collaterali che possono cagionare anche la morte. Condizione in cui si
è trovato un uomo di Trapani, di 46 anni, dopo avere mangiato la verdura velenosa, in quantità abbondante. Ne ha ingerito abbastanza per fare scattare la macchina organizzativa del 118 e fare arrivare l’antidoto, scongiurando gravi effetti irreversibili al cervello. L’antidoto, la Fisostigmina, in Sicilia si trova nell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania. Le condizioni del paziente, ricoverato al Sant’Antonio Abate di Trapani, erano molto serie. E’ stato necessario spedire un elicottero del 118 a Catania, prendere il medicinale e trasportarlo fino all’aeroporto di Punta Raisi. Dallo scalo palermitano, pronta già una vettura, l’antidoto è stato trasportato a Trapani. Il medicinale ha avuto esito positivo e adesso l’uomo si trova ricoverato in osservazione nel reparto di rianimazione. Tutta la complessa operazione per salvare la vita del trapanese è stata messa in piedi dalla struttura del 118 coordinata da Gaetano Marchese, dirigente del servizio. Una macchina che si mette in moto, tra la centrale operativa di Palermo e il centro antiveleni di Pavia, ogni volta che viene individuato un avvelenamento e per il quale servirebbe un antidoto. In contemporanea a Palermo, una donna di 66 anni è stata ricoverata all’ospedale Ingrassia per lo stesso tipo di avvelenamento. La donna aveva appena cominciato ad ingerire la mandragora quando ha avvertito dei malori. Immediatamente è stata trasportata dai familiari in ospedale. Qui i medici, dopo aver constatato i sintomi, hanno trasferito la paziente nel reparto di rianimazione per tenerla sotto osservazione. Fortunatamente in questo caso la verdura mangiata non è stata tale da provocare il coma. Non sono i primi casi di avvelenamento. Chi ha superato questa terribile esperienza ricorda solo un senso di vertigine e un sapore amaro in bocca, difficile da dimenticare.
di Salvo Cimino