lunedì 26 novembre 2012

POLEMICHE ANCHE DOPO LA SCISSIONE DALL'UDC


Trapani - Prende corpo la scissione nell’Udc trapanese. Si tratta di un’area politica e culturale che ha fatto parte della componente dell’ex deputato regionale ed attuale sindaco di Marsala, Giulia Adamo, nonché presidente regionale dell’Udc. Le fibrillazioni all’interno della “corrente” hanno accompagnato le recenti elezioni Regionali. E’ stata ufficializzata, nel corso di una conferenza stampa a Trapani, la nascita del nuovo movimento politico “Pensiero, azione e libertà”. Il nuovo movimento nasce da una presa d’atto e rivendica la tradizione laica. Tra i suoi fondatori, Livio Daidone, Maurizio Sinatra e Peppe Poma. Tutti dimissionari da cariche e responsabilità all’interno dell’Udc trapanese. Assieme a loro anche Anna Maria Croce che, con nota di poche righe, ha ufficializzato le dimissioni dal coordinamento provinciale e dal partito neodemocristiano. “Tutti noi - ha sottolineato l’ex segretario provinciale dell’Udc, Livio Daidone - avevamo aderito non all’Udc, ma al progetto del Partito della Nazione. Eravamo pronti a fare la nostra parte nel Terzo Polo, ma alla fine abbiamo dovuto constatare che si trattava soltanto di una manovra politica per rafforzare l’Udc. Scelta legittima – prosegue Daidone – ma che non potevamo condividere. I partiti sono in profonda crisi. Noi puntiamo al confronto. Lo faremo con tutti i movimenti presenti sul territorio. Sarà la base ad essere protagonista. Siamo stanchi di subire scelte dall’alto. Non siamo interessati - ha rimarcato Daidone - alle vecchie logiche di spartizione del potere. Rappresentiamo un’area culturale repubblicana, socialista e liberale che ritiene di poter dire ancora tanto in questo territorio”. Una buona parte degli amici di Giulia Adamo avrebbe voluto una lista più aperta e soprattutto un rappresentante della componente in grado di competere per il seggio. E’ toccato al consigliere provinciale Maurizio Sinatra aprire il fronte polemico con il presidente regionale dell’Udc, Giulia Adamo: “Alle recenti regionali alla nostra componente è stato impedito di proporsi. Quella di Filippo Maggio era una candidatura di servizio, mentre la candidatura trapanese è stata azzerata per favorire Gianni Pompeo”. Secondo Sinatra, “ l’Adamo ha avallato l’operazione per ingenuità o per connivenza. Sta di fatto che il meccanismo messo in campo ha irretito la componente laica. Ha finito per essere la ragazza immagine quasi a promuovere un cheessburger, ma noi non siamo una cartolina o un manifesto pubblicitario”. L’ex fedelissimo dell’Adamo, senza mezzi termini, ha anche aggiunto che “durante le Regionali sono stati perpetrati atti di slealtà politica nei confronti del candidato Turano per favorire Pompeo”. Alle dichiarazioni del consigliere Sinatra replica l’attuale presidente provinciale del partito, Gianni Pompeo, che nelle consultazioni regionali è risultato il primo dei non eletti. “Io non capisco come mai questa componente trapanese si è ritirata. Chi ha impedito a questi signori di candidarsi?”. Non ci sta Gianni Pompeo alle pesanti dichiarazioni fatte dal neo movimento. “Forse, la presentazione della lista, non era in mano al segretario Daidone? Chi gli ha impedito di proporsi?”. E riferendosi a Sinatra, il presidente Pompeo precisa: “Lui, per Giulia Adamo, era un sicuro candidato, ma Sinatra si è ritirato, ha avuto paura di affrontare la competizione”. E incalza Gianni Pompeo, replicando alle accuse mosse da Sinatra: “ Qual è stato l’atto di slealtà? Hanno l’obbligo questi signori di spiegarsi dopo che lanciano accuse. Se vi fossero stati atti di slealtà – ribadisce Gianni Pompeo – io sarei il deputato eletto e Turano no. Inoltre, se Giulia Adamo, come sostengono questi signori, avesse sostenuto me rispetto ad altri del partito, io non avrei preso solo 300 voti a Marsala”. A dare poi conferma che la “corrente Adamo” stia svanendo è lo stesso Livio Daidone: “La maggior parte degli amici di Giulia Adamo intende condividere il nostro progetto. Dopo la festa dell’Immacolata terremo una manifestazione pubblica”. Alla richiesta se l’Adamo sarà invitata, Daidone risponde: “Certo. L’Adamo è però diventata democristiana ed è ormai - ha dichiarato Daidone - prigioniera del fortino marsalese che si è costruita dopo essere stata eletta sindaco della città”. In un apposito manifesto sono stati evidenziati i punti essenziali del programma ai quali il neonato Movimento intende ispirarsi. In rapida sintesi, partendo dalla analisi sulla profonda crisi culturale ed organizzativa che i tradizionali partiti stanno vivendo, Pensiero Azione e Libertà si pone come obiettivo il superamento di questa fase di stallo che avrebbe finito per determinare la debolezza della politica. Il logo del neo movimento è quello creato dieci anni fa dal prematuramente scomparso Onorevole Nino Croce, padre di Annamaria. Nel logo campeggia la figura di un delfino come a voler rappresentare “intelligenza e vicinanza, oltre che lealtà, agli uomini”. Ma per dna politico, il compito del delfino è non spezzare il legame, garantendo continuità con la pista battuta dal leader. Al tempo stesso, come spiegano politologi, sociologi ed esperti di comunicazione, se vogliono nuotare lontano dagli squali, devono assicurare innovazione rispetto alla rotta percorsa in passato. “Il fenomeno delfini è una costante nella storia della politica. Del resto, abbiamo avuto delfini tra i Papi e i re – spiega il sociologo Domenico De Masi – Che destino hanno? Quasi mai sono stati all’altezza dei loro protettori e ‘danti causa’ – avverte il sociologo – anche perché hanno un carattere da delfini, sono eterni secondi. In fondo – conclude De Masi – sono stati apprezzati e scelti dai loro capi perché costituzionalmente erano dei numeri 2”.