giovedì 4 ottobre 2012

UNA STORIA DI ABUSI E VIOLENZE CONSUMATA TRA LE MURA DI UN ISTITUTO


MarsalaSotto choc la città lilibetana per la scoperta di abusi sessuali su una minorenne nell’Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza “Rubino” di Marsala. Gli abusi sessuali sarebbero avvenuti nella stanza della presidenza, durante le lezioni pomeridiane. Vittima una studentessa che all’epoca dei fatti aveva 14 anni. In due sono stati arrestati, nel luogo di lavoro, ieri mattina a Marsala, dalla Squadra Mobile di Trapani con l’accusa di violenza sessuale di gruppo aggravata e continuata. Si tratta di Giuseppa Signorelli, classe 1962, e del bidello, Vincenzo Galfano, classe 1964. Il provvedimento è stato disposto dal gip presso il Tribunale di Marsala, Francesco Parrinello, su richiesta del sostituto procuratore, Dino Petralia. Entrambi gli indagati sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Sono state anche effettuate delle perquisizioni per acquisire eventuali ulteriori elementi utili alla prosecuzione delle indagini. Le violenze sarebbero iniziate nel 2004, quando la vittima aveva 14 anni, e si sarebbero protratte fino al 2009. Le indagini sono state avviate solo lo scorso
anno, dopo che la studentessa, oggi maggiorenne, ha confidato tutto al convivente della madre che ha informato la polizia. Dopo la denuncia, la ragazza ha ricostruito i fatti anche grazie all’aiuto dell’unità “Arcobaleno”, appositamente realizzata presso la Questura di Trapani per l’ascolto protetto, assistita e supportata da un team di psicologi. Nel corso delle indagini sono state effettuate anche alcune perquisizioni. Gli investigatori si sono avvalsi anche della collaborazione dei servizi sociali del Comune di Marsala, che hanno fornito “elementi utili alle indagini”. Secondo le indagini della polizia, la ragazzina, che frequentava il doposcuola, nei pomeriggi in cui veniva affidata dalla madre all’istituto, sarebbe stata invitata in diverse occasioni, “secondo una prassi consolidata”, dalla donna dell’istituto nella sua stanza in presenza del bidello. “In quei locali – spiegano gli investigatori – la minore pativa atti sessuali posti in essere contemporaneamente dagli odierni arrestati”. Non è ancora chiaro il ruolo della donna all’interno dell’Istituto, che di certo non è la direttrice. Giuseppa Signorelli è la sorella del segretario dell’Ipab, Gaspare Signorelli. C’è da chiarire se, probabilmente, nel periodo in questione la signora abbia avuto un qualche incarico dirigenziale. L’Istituto, fondato nel 1902, è un Istituto di assistenza e beneficenza (IPAB) dipendente dalla Regione e non una struttura scolastica comunale, e quindi non ha un “dirigente”, o un preside. L’Istituto “Rubino” di Marsala che si occupa di assistere anche studenti disagiati, su segnalazione del Tribunale dei minori di Palermo, attualmente non ha una direttrice, ma un commissario straordinario, l'alcamese Rosario Asta, nominato con un decreto del 9 Gennaio 2012. “Sono sconvolto – dichiara telefonicamente Rosario Asta – Sono stato avvisato della presenza dei poliziotti ma credevo che fosse per un sequestro di documenti. Non sapevo dell’arresto. L’Ipab si costituirà parte civile. Dovrei sospendere dal lavoro le persone arrestate, ma nessuno mi ha ancora ufficialmente notificato il provvedimento”. Al Rubino lavorano tre persone, il segretario Gaspare Signorelli, la responsabile dell’unità assistenziale, la signora Giuseppa, sorella di Signorelli, e l’ausiliario, Galfano, che svolge dal 2002 le funzioni di bidello e puliziere. Poi ci sono medici, assistenti sociali, ed altro personale, che aiutano i ragazzi che frequentano l’istituto nel pomeriggio. Anche il Sindaco di Marsala, informata dello sconvolgente caso di cronaca, ha convocato immediatamente i genitori degli alunni, attualmente ospiti del Rubino, per assumere soluzioni idonee per la serenità dei bambini e delle famiglie, compreso l’eventuale trasferimento degli stessi alunni in altre strutture. “Ho chiesto altresì ai competenti Organi regionali l’allontanamento di tutto il personale che opera all’interno dell’Ipab - afferma Giulia Adamo – è evidente, infatti, che la negligenza nei controlli di chi è a ciò preposto favorisca il consumo di reati così gravi contro minori indifesi e, nel caso specifico, disagiati”. Il sindaco, nel comunicare che il Comune di Marsala si costituirà parte civile, sta seguendo direttamente l’evolversi della vicenda, auspicando che “l’Autorità giudiziaria accerti le responsabilità al più presto, soprattutto per ridare serenità all’intera comunità marsalese sconvolta da quanto accaduto”.