sabato 27 ottobre 2012

TROVATI DUE CADAVERI PUTREFATTI A TRAPANI


TrapaniRaccapricciante ritrovamento questa mattina in una abitazione del centro storico di Trapani. Due cadaveri in avanzato stato di decomposizione sono stati rinvenuti uno accanto all’altro, dai carabinieri, allertati dai vicini di casa. Secondo i primi rilievi, compiuti dai vigili del fuoco, i corpi senza vita sono di Michele Cernigliaro, pregiudicato di 41 anni, e di Giovanni Renda, 35 anni. A dare l’allarme una vicina che ha notato delle macchie di sangue provenire dall’appartamento. Al numero civico 122 di corso Vittorio Emanuele, dove viveva Cernigliaro, titolare di un negozio per il noleggio di biciclette, detto “u pitture”, la puzza proveniente dalla casa era insopportabile. Scattato l’allarme sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia municipale, gli agenti della squadra volante ed i carabinieri. I due cadaveri sono stati trovati riversi a terra nel soggiorno cucina, situato all’ingresso dell’abitazione. Attorno, nella stanza, è stato riscontrato molto sangue ma i corpi, da una prima ispezione
medico legale, non presenterebbero evidenti segni di ferite, che possano fare pensare ad armi da taglio o da fuoco. 
Raggiunti dalla scientifica e dalla polizia, i carabinieri hanno immediatamente aperto le indagini. Cosa sia accaduto in quell’appartamento è ancora tutto da decifrare. I due, già noti alle forze dell’ordine, avevano problemi, riferiscono gli investigatori, connessi con la tossicodipendenza. Giovanni Renda, sposato e padre di quattro figli, non dava sue notizie da martedì scorso e la moglie giovedì ne aveva denunciato la scomparsa. Gli inquirenti, infatti, ritengono che il decesso risalirebbe ad almeno quattro o cinque giorni fa, ma che le temperature alte di questi giorni abbiano accelerato la decomposizione. “Sui due cadaveri – dichiara il Procuratore capo di Trapani, Marcello Viola, che coordina l’inchiesta – non sono stati riscontrati segni esterni visibili, al momento escludiamo l’uso di un’arma. Stiamo valutando diverse ipotesi in attesa dell’esame autoptico”. E da Palermo sono arrivati due medici legali a supporto del professionista trapanese che ha compiuto i primi rilievi. “Allo stato – afferma il procuratore – non siamo in grado di stabilire la causa della morte. Non possiamo escludere la pista dell’omicidio-suicidio, ma non abbiamo alcun elemento per confermarlo. Tra le ipotesi più accreditate c’è anche quella di un’overdose”. 
Per gli inquirenti, il filone di un regolamento di conti non sarebbe da scartare. Michele Cernigliaro, infatti, era assai noto alle forze dell’ordine. Nel 2000, era stato condannato a otto anni di reclusione per un duplice tentativo di omicidio. Nel novembre 1998 aveva fatto irruzione nell’appartamento di due pregiudicati partenopei, Angelo e Ciro Clavo, rispettivamente zio e nipote, nel centro storico di Trapani, esplodendo contro i due uomini diversi colpi di pistola. I due partenopei, imparentati con camorristi campani, restarono gravemente feriti. Secondo gli investigatori, il delitto era maturato nell’ambito di un regolamento di conti nell’ambiente del traffico degli stupefacenti. I carabinieri non escludono nessuna pista. Nemmeno quella che possa trattarsi di un duplice omicidio, anche se la porta d’ingresso è stata trovata chiusa dall’interno e non sono stati riscontrati segni di effrazione. Le piste seguite al momento dalla Procura di Trapani vanno dal duplice omicidio, al suicidio-omicidio, all’overdose. A rafforzare quest’ultima pista è il ritrovamento accanto ai cadaveri di una siringa, che farebbe presupporre ad un’overdose oppure a legami con la malavita che gestisce gli affari di spaccio. Una pista che comunque non esclude l’altra. Le indagini sono al momento blindatissime e poche sono ancora le notizie certe che riescono a trapelare. Del caso si occupano i militari dell’Arma chiamati a far luce su quello che per il momento è un vero e proprio giallo.