domenica 14 ottobre 2012

TORNA A CASA 'ARTEMIDE'. GLI ALTRI TRE NATANTI POTREBBERO ESSERE RILASCIATI NELLE PROSSIME ORE


Mazara del Vallo – Ha lasciato il porto di Alessandria d’Egitto il natante Artemide, sequestrato lo scorso 3 ottobre da una vedetta militare egiziana a 25 miglia dalla costa di Alessandria D’Egitto. 
Il peschereccio, che appartiene alla marineria di Mazara del Vallo della società armatrice Bono pesca snc, era stato sequestrato dalle autorità egiziane 10 giorni fa. A seguito degli accertamenti svolti dalle autorità locali è stato rilasciato ieri mattina intorno alle 12.30. A bordo si trovano sette marittimi, quattro mazaresi e tre tunisini. “L’eccellente lavoro svolto dalla rappresentanza diplomatica italiana al Cairo- si legge in una breve nota della Federpesca - è stato reso possibile grazie alle relazioni fittissime con lo Stato maggiore della marina egiziano ed il ministero degli esteri locale che hanno saputo chiarire l’assoluta correttezza dell’operato del peschereccio nelle acque contigue prospicienti la costa egiziana fissate a 24 miglia dalla costa stessa”. Nelle operazioni di mediazione con il Governo egiziano, rilevante è stato
l’impegno dell’Ambasciatore Claudio Pacifico. Restano sotto sequestro altri tre pescherecci mazaresi, il ‘Daniela L’ e il ‘Giulia PG’, sequestrati una settimana fa dalle autorità libiche e il ‘Twenty four’, bloccato dalle autorità tunisine nel porto di Sfax, in Tunisia, dallo scorso 14 settembre. 
“Fin dal primo giorno del sequestro non abbiamo ricevuto nessuna visita di un diplomatico italiano – a dichiarato Giuseppe Fileccia, comandante del motopesca mazarese ‘Twenty Four’ – ci siamo sentiti abbandonati”. Il peschereccio potrebbe essere rilasciato nelle prossime ore in quanto la società armatrice M.C.V. Pesca ha pagato un ammenda di decine di migliaia di euro. A bordo del motopesca però i nove membri dell’equipaggio sono sconfortati e ciò anche per la brutta vicenda avvenuta ad un loro compagno, Sandro Novara, colpito da un infarto ed operato d’urgenza nell’ospedale di Sfax, dove si trova in coma farmacologico. “Neanche il nostro compagno in ospedale ha ricevuto una visita da un rappresentante italiano. Noi stiamo bene – ha concluso Fileccia – ma le istituzioni ed i politici italiani sono stati assenti”. E intanto si apre qualche spiraglio per il rilascio dei due pescherecci mazaresi sequestrati in Libia, il 7 ottobre, a circa 40 miglia nord da Bengasi, dai miliziani cirenaici. Sulla vicenda è impegnato il console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis, il quale, in stretto contatto con il Distretto della Pesca, ha richiesto, ed ottenuto, con il pagamento di un’ammenda di 8400 euro, la scarcerazione dei marittimi e l’avvio dell’iter procedurale per il rilascio dei pescherecci. 
Ieri le autorità di Bengasi hanno disposto la messa all’asta del pescato dei due motopesca frutto della loro attività in acque internazionali ma che secondo i libici ricadono all’interno della zona protetta da loro istituita nel 2005 e che si estende fino a 74 miglia dalla costa. È la procedura che vuole l’ufficio giudiziario libico, prima di passare alla fase più delicata del controllo dei verbali e del rilascio dei due natanti. Lo stesso procedimento e stato adottato nel mese di giugno scorso per i tre pescherecci ‘Boccia II’, ‘Maestrale’ e ‘Antonio Sirrao’, i cui equipaggi furono costretti ad acquistare il loro stesso pesce. Il pesce all’asta è stato riacquistato dagli stessi armatori dei natanti mazaresi per la somma complessiva di cinquemila dinari. “E’ positivo il fatto che si sia tenuta quest’asta – ha commentato Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto produttivo Cosvap per la pesca – si tratta di un passo in avanti verso la definizione di questa controversa vicenda che per il Distretto della pesca sta seguendo sul posto un nostro rappresentante, Mohamed Nutta”. E Tumbiolo ha anche riferito che è atteso in queste ore un incontro con il procuratore militare di Bengasi che dovrebbe dare l’indirizzo alla Procura per il pronunciamento sul dissequestro.