domenica 28 ottobre 2012

PER DENISE PIPITONE, SCOMPARSA DA 8 ANNI, 23 ^ UDIENZA NEL GIORNO DEL 12° COMPLEANNO


Marsala – Il 26 ottobre Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo otto anni fa, ha compiuto 12 anni. Nel giorno del suo compleanno l’attenzione è andata alla 23esima udienza del processo del processo a carico di Jessica Pulizzi, la sorellastra chiamata a rispondere del sequestro della piccola Denise. La volta scorsa l’alibi dell’imputata è crollato dopo la confessione della biologa Di Liberti, titolare di un laboratorio di analisi a Mazara del Vallo dove la Pulizzi aveva dichiarato di essere stata l’1 settembre del 2004. Venerdì sul pretorio dell’aula del Tribunale di Marsala è stato chiamato a deporre l’investigatore privato Espedito Marinaro. “Denise Pipitone sarebbe scomparsa tra le 11,33 e le 11,45 del primo settembre 2004”. A “cristallizzare” l’orario con una forbice di 12 minuti è stato l’investigatore, che rispondendo alle domande del pubblico ministero Sabrina
Carmazzi, ha stabilito la presunta ora della scomparsa della piccola, confrontando alcune testimonianze con l’ora esatta dell’emissione di due scontrini fiscali. L’orario è stato dedotto incrociando le dichiarazioni rese da alcuni testimoni. La nonna ha riferito di aver visto la piccola alle 11,33. Due cugine di Denise, che abitano nello stesso stabile, in via La Bruna, hanno raccontato di avere visto la bambina al loro ritorno a casa, dopo avere effettuato un acquisto presso un negozio. L’acquisto è stato compiuto alle 11,39. “Per compiere il tragitto dal negozio presso l’abitazione – ha spiegato il teste – si impiegano poco più di cinque minuti”. In questo lasso di tempo, stimato tra le 11,33 e le 11,45, dall’esame delle celle della telefonia mobile, risulta che Jessica Pulizzi si trovava nei pressi della zona dove è scomparsa Denise. L’imputata aveva riferito che, poco prima di quell’ora, si era recata in un laboratorio di analisi cliniche, ma in dibattimento non c’è stato riscontro. Ma quello di Jessica non è l’unico alibi che crolla, collocandola sulla scena della scomparsa. Sulla oscura vicenda sono emersi altri particolari che smontano anche l’alibi della madre di Jessica, Anna Corona, imputata di concorso in sequestro di persona nel processo per il sequestro di Denise Pipitone. “Scrissi io l’orario di uscita, dall’albergo, di Anna Corona”. Francesca Adamo, addetta alla lavanderia dell’Hotel Ruggero II di Mazara del Vallo, dove lavorava la mamma della Pulizzi ha ammesso in aula di essere stata lei a scrivere, al posto della Corona, l’ora di uscita,“15.30”, nel foglio delle presenze. Contraddicendosi più volte, dopo essere stata ammonita dal presidente del collegio penale, ma alla fine, lo ha ammesso, deponendo come teste del pubblico ministero. "Prendiamo atto della sua reticenza”, ha articolato il presidente, Riccardo Alcamo. Finora, negli interrogatori, la teste aveva sempre negato di avere fornito una copertura alla madre di Jessica. "Quel giorno ero al lavoro in lavanderia. Sono arrivata verso 7.15 e sono uscita alle 15.30. Mentre ero lì – aveva raccontato Anna Corona in aula, durante una delle scorse udienze del processo – mi sono venute a trovare le mie due figlie, Jessica e Alice. Era poco prima dell’ora di pranzo, che va dalle 11.30 alle 12 o dalle 12 alle 12.30. Jessica, quella mattina doveva iscriversi a scuola, al primo anno del Commerciale, e poi doveva comprarsi degli abiti, che mi ha fatto vedere”. La mamma di Denise, Piera Maggio, si dice stanca di un atteggiamento poco collaborativo da parte dei familiari dell’imputata che hanno costruito attorno alla vicenda una fitta coltre di menzogne e versioni dei fatti contraddittorie e in generale poco attendibili. “E’ il momento della verità – ha commentato Piera Maggio – sono i giorni in cui occorre finalmente dare un volto e un nome a chi ha fatto del male a mia figlia, ed è importante proprio per ricostruire i fatti e trovare forse la più tenue traccia che possa riportarla a casa”.
di Irene Cimino per