sabato 13 ottobre 2012

L'OMBRA DELLE SETTE SATANICHE DIETRO IL FURTO ALLA CHIESA


Mazara del Vallo - Un nuovo furto sacrilego in una chiesa della provincia di Trapani. Si tratta, in un paio di giorni, del secondo furto dopo quello compiuto all’interno della Basilica di San Nicola, nel centro storico di Trapani. Il contesto in cui è maturato sembra essere diverso. Ci potrebbe essere la tetra ombra delle sette sataniche dietro al furto messo a segno, a Mazara del Vallo, in pieno giorno, nella parrocchia Santa Gemma di via Castelvetrano, durante le ore di chiusura. Ignoti hanno sottratto soltanto il Santissimo Sacramento. 
Altri oggetti di valore, invece, non sono stati toccati. Circostanza, questa, che lascia supporre che si tratti di un gesto sacrilego mirato alla profanazione dell’Eucarestia. Peraltro la pisside che contiene le sacra particole non ha alcun valore commerciale ne pregio artistico. Non si sa ancora chi sia stato ma di fatto, non è un fatto isolato e la comunità religiosa è sconvolta. Le ipotesi più accreditate parlano di riti e sette sataniche. “Si tratta di un atto gravissimo che fa seguito ad altri simili accaduti nei mesi scorsi in chiese della Diocesi - ha dichiarato il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero - Pur non avendo
elementi probanti c’è da ritenere che la mano scellerata sia stata mossa da motivazioni riconducibili a riti satanici”.  
Mettendo insieme un paio di elementi, sembra che la Provincia di Trapani sia terra di sette sataniche. Il primo furto, avvenuto un anno fa, il 10 ottobre 2011, non destò sospetti inerenti la pista satanica, in quanto i ladri, entrati nella chiesa di San Francesco, nel centro storico di Mazara del Vallo, avevano lasciato solo le ostie consacrate nel tabernacolo portandosi via anche alcuni accessori musicali e la cassetta con le offerte dei fedeli con dentro 70 euro una pisside, quattro calici ed un antico candelabro d’argento. Il 29 marzo scorso, invece, vittima dello stesso atto sacrilego perpetrato nella parrocchia di Santa Gemma, è stata la chiesa Cristo Re di Valderice, durante la Settimana Santa, sono state rubate dal tabernacolo le ostie consacrate. I primi di agosto, approfittando dell’assenza del parroco don Meli, nella Chiesa di Santa Lucia a Castelvetrano, che non è nuova a furti, ignoti hanno trafugato oggetti sacri, tra i quali un calice. Sono casi che si estendono anche ai confini della provincia trapanese. Il 23 dicembre scorso vittima è stata la chiesa Maria Santissima delle Grazie di Carini, il 12 febbraio la parrocchia delle Anime Sante di Terrasini, il 2 marzo scorso alla Chiesa Madre di Cinisi ed il 7 dello stesso mese alla parrocchia di Gesù e Maria di Partinico. Non ci sarebbe nulla di cui stupirsi qualora la strada percorsa dagli inquirenti, fosse proprio quella del satanismo dato che i dati del Gris (gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) pubblicati qualche mese fa,  parlano chiaro: “il demonio ed i suoi adepti si sono insinuati nell’isola e stanno crescendo. Quarantacinque le associazioni sataniche attive e, il riscontro della loro presenza, lo si ha con i costanti furti in Chiesa”. La comunità è sconvolta e, le ipotesi avanzate, restano segrete. Il Vescovo Mogavero “La profanazione dell’Eucaristia - ha aggiunto monsignor Mogavero – è un peccato molto grave, come ricorda il Catechismo della Chiesa cattolica (n.2120) ed è anche un delitto, punito con la scomunica riservata alla Sede Apostolica, secondo quanto previsto nel Codice di Diritto canonico (can. 1367)”. Il sacrilegio è un peccato grave soprattutto quando è commesso contro l'Eucaristia, poiché, in questo sacramento, è reso presente essenzialmente il Corpo stesso di Cristo. “Chi profana le specie consacrate, oppure le asporta o le conserva a scopo sacrilego, - recita il canone 1367 del Codice di Diritto canonico – incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica; il chierico inoltre può essere punito con altra pena, non esclusa la dimissione dallo stato clericale”. E nel frattempo il Vescovo Mogavero annuncia che giovedì sera alle ore 19 avrà luogo una concelebrazione eucaristica “riparatrice” nella chiesa in cui è avvenuto il gravissimo furto. Del caso si occupano i carabinieri che hanno già avviato le indagini per far luce su una vicenda ancora tutta da decifrare.