venerdì 12 ottobre 2012

FURTO ALLA BASILICA DI SAN NICOLA

Monsignor Plotti: "credo che il popolo di Trapani debba reagire con sdegno e riprovazione"

Trapani – Trafugate opere lignee adornanti il fonte battesimale del Seicento, Settecento ed Ottocento, e altri oggetti sacri. Il furto, nella Basilica di San Nicola, nel centro storico di Trapani, è stato scoperto, dopo una segnalazione al direttore dell’Ufficio Beni culturali della Diocesi, monsignor Piero Messana, che corso sul luogo ha trovato una porta laterale alla chiesa aperta. “Un furto di entità gravissima” dichiara mons. Messana mentre avverte i carabinieri per la denuncia del reato
contro ignoti. I ladri, una volta entrati nel locale, hanno portato via tele realizzate da importanti autori trapanesi del Seicento, del Settecento e dell’Ottocento.

Tra il materiale asportato alcune opere lignee che adornavano la fonte battesimale raffiguranti il Battesimo di Gesù e quattro angeli. Rubati anche alcune opere più recenti in legno, tela e colla raffiguranti due angeli reggi-candela e l’Immacolata. Il valore è ancora da quantificare. La Basilica di San Nicola, chiusa da un decennio per motivi di restauro prima e per un contenzioso dopo, è  una delle chiese più antiche della città risalente al 536. Si dice che sia stata costruita su un antico tempio pagano dedicato a Nettuno. 


L’immobile, destinato con decreto del vescovo di Trapani a sede del Museo diocesano, è rimasto fino ad ora chiuso per problemi burocratici in seguito alla mancata consegna dei lavori. “Un episodio inqualificabile – ha commentato l’amministratore apostolico Alessandro Plotti - che rivela ancora una volta il degrado umano e culturale nel quale siamo precipitati. E’ difficile sapere – aggiunge - chi si è reso colpevole di un gesto così ignobile ma credo che il popolo di Trapani debba reagire con sdegno e riprovazione”. Infine, una nota polemica: “Purtroppo le nostre opere d’arte, patrimonio della nostra terra, non sono difese come si dovrebbe e, per l’incuria e il disinteresse, diventano preda di chi approfitta del bello per rapinare ed espropriare ciò che dovremmo avere di più caro e prezioso”. Il sospetto, pertanto, è che si tratti di un furto su commissione. A fare chiarezza sulla vicenda saranno gli inquirenti.