domenica 28 ottobre 2012

C'E' CHI ... SI FASCIA LA TESTA PRIMA DI ROMPERSELA


Marsala - Dimissioni a raffica nell’Udc trapanese. Si allarga la protesta contro il presidente regionale dell’Udc Giulia Adamo. Dopo il segretario provinciale Livio Daidone sono arrivate, alla vigilia del voto, le dimissioni del capogruppo provinciale Maurizio Sinatra. Le sue dimissioni sono state ufficializzate, in una lettera, al presidente del consiglio provinciale Peppe Poma. Sinatra è più che chiaro nella missiva: “la competizione regionale ha innescato la reiterazione di perniciose conflittualità che rischiano di compromettere il risultato del partito e deludere le aspettative di quanti hanno creduto nella novità del progetto politico”. Sul banco degli imputati è ancora una volta, la gestione del partito, considerata assolutamente personalistica e senza una visione strategica, da parte del Sindaco di Marsala, Giulia Adamo, che tra l’altro dell’Udc è presidente regionale. Ad aprire le danze era stato Antonio Ricciardi, consigliere provinciale, che ha sbattuto la porta aderendo, tecnicamente, al gruppo misto. Poi, nei giorni scorsi, è stata la volta del segretario provinciale Livio Daidone che si è dimesso da tutte le cariche ricoperte in ambito regionale e provinciale, consegnando la lettera ufficiale ai quadri del suo partito. Alla vigilia del voto, la botta più dura, le dimissioni del capogruppo al consiglio provinciale, Maurizio Sinatra. In una dura lettera Sinatra ha scritto che “la competizione regionale ha innescato la reiterazione di perniciose conflittualità che rischiano di compromettere il risultato del partito e deludere le aspettative di quanti hanno creduto nella novità del progetto politico”. Il capogruppo provinciale parla di “rancori mal sopiti, misere operazioni di potere colorite da ridicoli intrighi puerili”. Interessi personali, secondo Sinatra, che doveva essere candidato all’Ars sotto l’ala protettrice dell’attuale sindaco di Marsala, Giulia Adamo, la quale ha preferito investire su altri uomini del partito, quell’Udc che oggi più che mai rischia di essere spezzettato in tante anime e che, specialmente a Trapani, praticamente quasi non esiste più. “La coerenza mi impone - scrive Sinatra  - di rassegnare le mie dimissioni da capogruppo dell’Udc”. Un altro pezzo dell'Udc se ne è andato, facendolo, nel momento più delicato, alla vigilia del voto. Una volta i partiti erano accorti a contenere liti e divisioni, rimandando ogni “scannatina” ad urne chiuse. Il gruppo Adamo, dunque, s’è disgregato. Parlano di gestione personalistica del partito. L’Udc , già nelle scorse amministrative di maggio, nel capoluogo non è riuscito ad ottenere un solo consigliere comunale, quando, addirittura, per mesi avevano ipotizzato la candidatura a sindaco di Peppe Poma, uno dei suoi esponenti principali. A Trapani, praticamente, rimane operativo solo il gruppo legato all’ex assessore provinciale, Peppe Carpinteri che spiega la posizione assunta al momento: “Noi siamo rimasti dove eravamo, altri faranno altre scelte e a noi dispiace perché pensavamo di potere avere una crescita da questo punto di vista ma adesso – prosegue Carpinteri – abbiamo lasciato pezzi dei nostri ex amici che speriamo eventualmente di ritrovare per ritornare ad essere forti”. 
Sul problema della gestione del partito, avanzata dagli “ex amici” si limita a commentare: “Vediamo quello che succede dopo le elezioni, vediamo i risultati che avrà l’Udc. Se ottiene il successo che ci auspichiamo tutti, vorrà dire – conclude Peppe Carpinteri – che il partito è gestito bene, sennò sarà la dimostrazione evidente di qualcosa che non va”. E già, secondo indiscrezioni, il prossimo, che subito dopo l’esito delle elezioni, ufficializzerà la sua fuoriuscita definitiva dal partito, è Peppe Poma, presidente del consiglio provinciale. A poche ore dall’esito finale, e qualsiasi sarà il risultato, da Marsala e provincia si sentirà tuonare fin oltre lo Stretto.