mercoledì 3 ottobre 2012

ATTO INTIMIDATORIO PER GASPARE SPALLINO. L'INCENDIO E' DI MATRICE DOLOSA


Castelvetrano – Bruciata la vettura di un noto professionista castelvetranese. Non c’è alcun dubbio sulla natura dell’incendio di lunedì sera, sicuramente è di matrice dolosa. Le forze dell’ordine sarebbero già sulle tracce degli autori del reato. Vittima dell’atto intimidatorio, Gaspare Spallino, noto architetto castelvetranese, amministratore unico della società Modulor Energia srl. L’incendio si è sviluppato, intorno le ventitre, vicino la casa di Spallino, nei pressi degli ex locali Fiat in Via Giovanni Gentile, all’ingresso di Castelvetrano, in direzione Santa Ninfa. Ad essere incendiata l’Audi A5 dell’architetto. Secondo il racconto di alcuni passanti, sono stati visti due uomini allontanarsi, con i caschi integrali a bordo di uno scooter grigio, pochi minuti prima del boato. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono giunti prontamente i Carabinieri della locale
Compagnia, alla ricerca di elementi utili per accertare la causa dell’incendio, che subito è apparsa di natura dolosa. In queste ore, confermato il dolo, gli inquirenti stanno risalendo ai due uomini visti sul luogo del reato. 
Il primo cittadino che con il vice sindaco si è recato subito dal concittadino ha voluto manifestare tutto il suo sdegno: “ Mi addolora profondamente l’inqualificabile gesto di qualche vile che pensa di poter operare al di fuori delle regole ed in spregio degli altri – afferma il sindaco Felice Errante - ferma condanna verso ogni forma di violenza nei confronti di chi presta il proprio impegno quotidiano nelle istituzioni e nella società civile, ad ogni livello. Ribadiamo la nostra vicinanza all’amico architetto Spallino ed alla sua famiglia”. Nel mese di giugno, il giovane professionista aveva donato alla Città di Castelvetrano, trenta cestini da installare nelle frazioni balneari ed in alcune ville e zone periferiche. Spallino, interessato al tema delle energie rinnovabili ed alla loro integrazione nella progettazione architettonica ed urbana, è responsabile di numerosi progetti per la realizzazione di impianti fotovoltaici in Sicilia ed in Calabria per conto della Multinazionale Fotowatio. Gaspare Spallino non è il primo architetto che subisce atti intimidatori. Nel maggio del 2008 all’architetto Pasquale Calamia, consigliere comunale del Pd, e primo testimone del processo Golem, venne incendiata prima l’auto e un paio di mesi dopo ridotta in cenere la casa al mare, solo per aver pubblicamente augurato che presto a Castelvetrano si potesse parlare della cattura di Messina Denaro. In quell’occasione la mafia trapanese trovava un nuovo ostacolo alla sua sopravvivenza, l’ordine degli architetti della provincia di Trapani. L’ordine ha modificato il proprio statuto che fino a quel momento prevedeva sanzioni solo dinanzi ad iscritti raggiunti da ordinanza di custodia cautelare. “Sicurezza, bellezza, lavoro, vivibilità – aveva osservato il presidente degli architetti, Corte – sono temi che per competenza professionale ci appartengono e sui quali vogliamo dare una precisa accelerazione proprio individuando e cancellando quegli aspetti che possono prestare il fianco alla criminalità mafiosa”. Caso vuole che la mattina precedente l’incendio all'auto dell'arch. Spallino, a Marsala si è svolta l’udienza del processo “Matteo Messina Denaro + 13”, quello scaturito proprio dall’operazione “Golem 2”. 
Pasquale Calamia, in questo procedimento è parte offesa, così come si è costituito parte civile il suo partito, il Pd. All’udienza era citato come teste dall’accusa l’ex sindaco di Castelvetrano, Tonino Vaccarino, ma non si è presentato in aula, non facendo pervenire alcuna giustificazione. Il professore è stato nuovamente citato per l’udienza del 19 ottobre. Vaccarino dovrebbe rispondere sulla sua corrispondenza con Matteo Messina Denaro. Intanto sulla matrice dolosa dell’incendio all'auto dell’arch. Spallino, gli inquirenti stanno indagando per risalire al movente del gesto, non escludendo alcuna pista.
di Irene Cimino per