domenica 16 settembre 2012

SGARBI: “UNO CHE DA' CERTAMENTE A TOSCANI LA DROGA E' PROPRIO GIAMMARINARO"

Salemi L’ex sindaco di Salemi e l’ex assessore nella giunta Sgarbi, si azzannano a distanza in uno dei momenti più spogli della loro rottura. Oliviero Toscani contro Vittorio Sgarbi e viceversa. Uno accusa l’altro di essere impotente e l’altro di avere pulsioni omosessuali ed essere cocainomane, tirando in ballo anche Salemi e l’ex deputato Pino Gaimmarinaro. Continua ad avere dei trascinamenti, da chiacchiere da caffè, l’avventura di Vittorio Sgarbi a Salemi. Intervenuto in una trasmissione radiofonica, Toscani parla di uno Sgarbi che tradisce la sua fama di playboy. “Poverino, ha finito col sesso da tanto tempo – dichiara Toscani - È coitus interruptus, non ci arriva più. Dicono che sia così. A me – aggiunge il fotografo - non me ne frega nulla, se è impotente o meno. Non dice più neppure cose
intelligenti, è disperato”. Tra sospetti di impotenza e demenza senile Sgarbi viene, durante la trasmissione, raggiunto telefonicamente. Il personaggio non delude mai. Aspettarsi un suo eccesso è ormai scontato. Ma i suoi deliri fanno audience. E nel bel mezzo dell’accesa discussione Sgarbi mette in mezzo anche l’ex deputato regionale Giuseppe Giammarinaro, l’uomo politico che ha reso possibile la sua candidatura e la sua elezione a Sindaco di Salemi. “Uno che dà certamente a Toscani la droga è proprio Giammarinaro, vanno sempre a mangiare insieme - risponde Sgarbi in sua difesa – Lui dice che sono impotente perché ha delle pulsioni omosessuali. Ma poi come farebbe con quella pancia a fare sesso? È un cocainomane”. Immediata la difesa di Toscani: “Non ho mai preso droghe in vita mia. E ho le prove che Sgarbi è impotente. Al massimo palpeggia”. Per porre fine alla spinosa questione sessuale è dovuta intervenuta in trasmissione anche la pornostar Vittoria Risi, ex musa e amante di Sgarbi: "Vittorio è più pornostar di me, non ha mai fatto cilecca". Tra le chiacchiere che sanno da bar di periferia, quello che colpisce è l’affermazione del critico d’arte su Giammarinaro. Negli anni in cui è stato sindaco di Salemi, Sgarbi si è sempre distinto per le sue prese di posizione e per le sue minacce di querela nei confronti di chiunque avesse sostenuto che nel territorio di Salemi fosse presente la mafia. “La mafia a Salemi non c’è, … forse c’è a Trapani…” ed ancora “a Salemi il racket non c’è”. Sino a poche ore prima di dimettersi Vittorio Sgarbi aveva dichiarato: “Ho lavorato come un matto, ho io contrastato gli interessi mafiosi, come nel caso delle pale eoliche e ora mi attaccano. Sa che faccio? Nomino vice sindaco Pino Giammarinaro; se lui accetta continuerò a fare il sindaco. E non è una provocazione”. Al contrario dell’ex amico Oliviero Toscani ,che già nell’ottobre del 2009 ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, aveva dichiarato: “Mi sono dimesso dall’incarico di assessore della giunta di Vittorio Sgarbi, a Salemi, perché mi sono reso conto che il contesto territoriale, che mi permetto di definire mafioso, non mi consentiva di operare in maniera libera e autonoma nell’amministrazione comunale”.Toscani in quella sede aveva indicato Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale, che, secondo l’ex assessore, partecipava alle riunioni della giunta assumendo decisioni, senza averne alcun titolo. “Credo che Giammarinaro sia rimasto sconvolto dal fatto che io non abbia mai voluto riconoscere il suo potere, evidentemente perché non era abituato a prese di posizione così chiare e nette nei suoi confronti …”.
di Irene Cimino per