venerdì 7 settembre 2012

LA CRISI ECONOMICA

La crisi economica che ha investito l’intero Paese colpisce soprattutto chi non ha gli strumenti per far fronte alla disoccupazione, ferita che non si riesce a rimarginare soprattutto al Sud, e chi vive il precariato e la totale assenza di un piano di sostegno economico ai giovani e alle famiglie come una quotidianità dalla quale non riesce a sfuggire. Per questo la casa diventa bene prezioso e, quando si tratta di una seconda proprietà,
reddito. Alla luce delle difficoltà quotidiane da affrontare e delle notizie sconfortanti che arrivano circa le sorti dell’Italia, l’IMU, l’imposta municipale sui beni immobili di proprietà, rappresenta una vera e propria patrimoniale sui ceti medi. Di questi giorni è la notizia di una discussione nel Consiglio Comunale di Trapani circa le nuove tariffe dell’IMU che prevederebbero, da quanto appreso, un’aliquota per la prima casa al quattro per mille e una del 1,06 per mille per le altre abitazioni, peraltro si tratterebbe del massimo consentito. La gravissima crisi attraversata dal nostro territorio e, quindi, da chi lo abita dovrebbe indurre l’amministrazione ad un gesto di responsabilità che non sia quello di riempire le casse del comune a spese dei cittadini. Sono trascorsi pochi mesi dalle elezioni amministrative e i buoni propositi della campagna elettorale sembrano essere già spariti. Per questo, chiediamo all’amministrazione e al consiglio comunale di sposare la nostra proposta di abbattimento dell'IMU allo 0,2% per la prima casa, sgravando in talmodo la stragrande maggioranza della popolazione da una tassa che reputiamo ingiusta ed iniqua e di applicare la detrazione fissa di €. 200,00 prevista dalla legge ed a quella aggiuntiva di 50 Euro per ogni figlio a carico al di sotto di ventisei anni. Per pareggiare gli incassi degli anni precedenti tuttavia, chiediamo che sia applicata l'aliquota massima dell' 1,06% sulle seconde case sfitte, anche perché sugli altri immobili diversi dalla prima casa, i Comuni saranno costretti a versare, a differenza del passato quando tutto rimaneva nelle casse comunali, il 50% dell'aliquota media allo Stato. In attesa di capire come l’amministrazione comunale di Trapani intenderà affrontare questa situazione ci auguriamo che i proventi dell’IMU serviranno a finanziare progetti a sostegno dei giovani e delle famiglie, realtà ferite da una crisi che non hanno provocato.

"Trapani Cambia"
Sabrina Rocca
Maria Pia Erice
Livio Noto
Astrid Di Pasquale
Ezio Pagano

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