martedì 18 settembre 2012

INCHIESTA DELLA PROCURA SU CARTE FALSE PER IL PORTO DI MARSALA


MarsalaUn’inchiesta giornalistica pubblicata su un quotidiano online locale ha svelato che il progetto di messa in sicurezza del porto di Marsala 'sponsorizzato' dal Sindaco Giulia Adamo, si basa in realtà su un documento falso, perché qualcuno ha artatamente cambiato la mappatura dello specchio d’acqua antistante il porto per fare scomparire alcuni pezzi della “prateria di posidonia” che insiste proprio sulla costa. La posidonia è una pianta marina protetta, al centro del delicato equilibrio biologico del Mare Mediterraneo. Per la presenza di questa pianta è stato bocciato il progetto di una barriera frangiflutti dal costo di 15 milioni di lire, e quello di messa in sicurezza della società Marsala Yachting Resort Srl, aggiudicataria della concessione dell’area portuale in base alla Legge Burlando. Il progetto firmato
dall’ingegnere Viviano del Genio Civile Opere Marittime, per un importo di 50 milioni di euro, su richiesta del Sindaco Adamo, invece, presenta la stessa documentazione, ma “ritoccata”. Tant’è che l’Assessorato regionale alle Infrastrutture ha mandato una nota alla Procura di Trapani, che già a luglio aveva comunque di suo acquisito le carte della progettazione. Nella tarda mattinata di ieri, dopo che l’inchiesta giornalistica aveva suscitato molto clamore in città e non solo, l’Amministrazione Comunale dirama una nota con la dichiarazione del sindaco Adamo “È ridicolo! Nell’area interessata, la vegetazione è del tipo esausto e, pertanto, - afferma il sindaco Giulia Adamo - consente gli interventi previsti nel progetto regionale. La posidonia è diffusissima nel nostro mare e, certamente, nel caso di costruzione del porto, i lavori potrebbero avere effetti negativi sulla stessa. Ma, spiegano i tecnici, anche nel caso in cui si trattasse di posidonia vegeta, si adotterebbe un’apposita palificazione nel rispetto del fondale marino, così come è stato fatto per il porto di Pantelleria”. Secondo il sindaco tutto nasce da una denuncia della società che gestisce l’area: “È palese come la denuncia della MYR sia del tutto strumentale e pretestuosa. Eppure, all’indomani del mio insediamento, questa Amministrazione ha manifestato ampia collaborazione a rendere compatibili i due progetti, quello pubblico e quello privato. Invece, – aggiunge Adamo - assistiamo ora ad un vergognoso attacco alla Città. Il gruppo Ombra sta brigando con metodi più che scorretti, nel tentativo di bloccare il progetto regionale. Il loro, invece è il cavallo di Troia per un’assurda cementificazione dell’area portuale, con la costruzione di ristoranti, negozi, piscine, ecc. L’Amministrazione ritiene tutto ciò inconcepibile”. L’inchiesta giornalistica ha portato alla luce che il progetto regionale del porto di Marsala si basa su un documento falso. Il direttore tecnico è stato arrestato per un’inchiesta sul porto di Balestrate. E in questo caso il Sindaco di Marsala, Giulia Adamo, reagisce parlando d’altro, e non rispondendo alle precise contestazioni mosse. Il progetto regionale del porto di Marsala ricade su una zona di mare protetta, ma la realizzazione dello stesso sarebbe un volano di sviluppo per i marsalesi. Ma il sindaco Adamo, per il ruolo di primo cittadino e di pubblico ufficiale che ricopre, piuttosto che prendere atto di quanto accaduto e denunciare chi ha taroccato i documenti, grida al complotto. 
La società Myr, tirata in ballo dal Sindaco, replica con una nota firmata dall’amministratore unico Massimo Ombra: “ Rimango piuttosto allibito come, di fronte alla conclamata esistenza di un grave falso documentale, così come denunciata alla Procura della Repubblica proprio dallo stesso Assessorato Regionale delle Infrastrutture con la nota prot. 75451 dello scorso 10 agosto, la Sig.ra Giulia Adamo, in qualità di Sindaco di questa Città, non solo non abbia inteso prendere le distanze dagli illeciti emersi e non fornisca alcuna giustificazione delle irregolarità rilevate su un progetto pubblico che l’ha vista interessata in prima persona, ma bensì sia arrivata addirittura a tentare l’atto estremo di legittimazione di tali illeciti, riconoscendone quindi anch’essa nei fatti l’esistenza”. Ombra conclude la lunga replica, affermando: “ il fatto che una comunicazione a firma dell’Assessorato Regionale Infrastrutture, e la denuncia dello stesso dell’esistenza di illeciti documentali, venga considerato come un “Vergognoso Attacco all’Amministrazione”, connota un atteggiamento tipico di una politica ormai avvezza ad assumere il ruolo di controllato e controllore di se stessa ed abituata a condannare come vigliacco qualunque tipo di intervento esterno volto al ripristino della legalità”.