domenica 9 settembre 2012

I.M.D. A MARSALA PER PRESENTARE "DRAGONI E LUPARE"


MarsalaL’immigrazione ha sempre creato preoccupazione e pregiudizio, ma quella cinese ha creato nell’immaginario collettivo occidentale una paura superiore a quella che si è verificata con altre ondate migratorie. Dal Venezuela a Marsala passando per la Questura di Palermo, la vita di uno scrittore può essere molto movimentata, soprattutto quando il lavoro principale si svolge nella sezione Catturandi della Squadra
Mobile di Palermo. L’ultimo ospite della rassegna “Incontri d’autore” organizzata quest’estate dalla redazione di Marsala.it è stato I.M.D., acronimo dietro al quale si nasconde, per motivi di sicurezza, uno dei poliziotti della squadra mobile di Palermo che ha arrestato latitanti di mafia eccellenti, da Giovanni Brusca ai Lo Piccolo, da Bernardo Provenzano a Domenico Raccuglia. L’ ultima operazione risale a pochi giorni fa, il 28 agosto, quando è stato arrestato in Venezuela il boss Salvatore Bonomolo, esponente di spicco della famiglia di Palermo centro, inserita nel mandamento di Porta Nuova, resosi irreperibile dal 2007. 
Il libro di I.M.D., “Dragoni e lupare”, composto da 252 pagine, può dare delle risposte ad un tema attuale qual è l’immigrazione collegata alla criminalità. L’autore racconta le connessioni tra le triadi cinesi e la criminalità organizzata italiana, con particolare attenzione alla mafia siciliana. E se per diventare un uomo d'onore dalle nostre parti bastano un santino e la “punciuta”, in Cina la situazione è più complessa. Il maestro di cerimonia deve tranciare di netto la testa a un gallo ancora vivo, raccoglierne il sangue in una coppa e aggiungere vino, cristalli di cinabro e zucchero. Poi incide con una lama il dito dell'iniziato e mescola il sangue umano con il resto della mistura. L’iniziato poggia le labbra sull’orlo della coppa, beve e giura fedeltà alla sua nuova famiglia, rigorosamente mafiosa. Tra mistificazioni, leggende e pregiudizi, il libro analizza cosa c’è di vero e di falso in ciò che si dice della comunità cinese, tanto vasta quanto silenziosa. Con questo documentato lavoro, che si avvale anche delle relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e dei rapporti del Centro studi e ricerche Idos, è possibile superare certi preconcetti che potrebbero annidarsi con la paura, l’immigrato cinese è anche esso vittima di un sistema che non è semplicemente criminale, ma è anche economico. Il lavoro di I.M.D. permette al lettore di capire gli aspetti prettamente criminologici del fenomeno in atto, alternati dall’analisi storica e i racconti di importanti operazioni di polizia. L’ incontro che si è svolto ieri sera presso l’Enoteca Comunale di Palazzo Fici a Marsala ha visto l’autore dialogare con Carmine Massarelli, Commissario Capo della Polizia di Marsala, e con il cronista Francesco Timo. Non è la prima volta che I.M.D. presenta i suoi libri a Marsala. Due anni fa l’incontro si è svolto in una location simbolica, il gazebo confiscato al mafioso Cola Licari a Porta Nuova. Quell’occasione è stata l’unica attività svolta all’interno del bene confiscato alla mafia prima di essere smontato e affidato all’associazione “Il Faro” di don Antonio Cannatà per collocarla nel suo centro di Rakalia.
di Irene Cimino per