giovedì 27 settembre 2012

24° ANNIVERSARIO ROSTAGNO. POLEMICHE E COLPI DI SCENA


Chicca: "quello che succede in questo processo va oltre ogni immaginazione"

TrapaniRiflettori puntati ieri sull’udienza di riapertura del processo per l’omicidio del sociologo e giornalista Mauro Rostagno, nell’aula bunker del Tribunale di Trapani. E il primo colpo di scena, non s’è fatto attendere. Il boss del capoluogo, Vincenzo Virga, imputato nel processo con l’accusa di essere stato il mandante dell'omicidio, è in ospedale per un intervento alla tiroide. In aula,era appena finito il minuto di silenzio chiesto dall’avvocato Miceli per ricordare Mauro Rostagno di cui ieri ricorreva l’anniversario della sua
morte, quando il silenzio è stato rotto da una notizia che ha sortito più l’effetto di una bomba. E’ stato un ispettore a confermare ed informare la Corte e l’avvocato Stefano Vezzadini, uno dei due difensori del boss Vincenzo Virga, in collegamento dal carcere di Parma. Il suo assistito è ricoverato in ospedale per un intervento chirurgico alla tiroide. L’ispettore ha riferito che il ricovero è avvenuto due giorni fa, ma solo ieri mattina il chirurgo lo ha dichiarato non trasportabile. 
La Corte, sapeva di un ricovero urgente, ma che si trattava di un intervento programmato. Non solo, pare che la richiesta di ricovero era stata fatta proprio dal suo avvocato durante l’estate. Richiesta che ha visto l’autorizzazione al ricovero da parte del magistrato di sorveglianza di Parma solo due giorni prima del processo. Una notizia che, se non altro, insinua il dubbio di una mossa scorretta. “Una situazione incresciosa” per il presidente della Corte di assise, Angelo Pellino, che ha disposto gli accertamenti per fare chiarezza su quanto in effetti avvenuto. Pellino, in attesa di un fax con la prognosi dell’imputato e con le informazioni circa i tempi di dimissione, è costretto, nell’attesa, a sospendere l’udienza fino alle 13:30, determinando lo slittamento di diverse ore. La sospensione viene disposta per acquisire la volontà chiara del Virga a rinunciare a presenziare al processo così da permettere almeno il conferimento dell’incarico peritale. Incredula e scoraggiata la compagna di Mauro, Chicca Roveri: “Non finisco mai di stupirmi, quello che succede in questo processo va oltre ogni immaginazione, ogni possibile fantasia”. Virga, impossibilitato a presenziare, dopo essersi consultato con uno dei suoi difensori, l’avvocato Stefano Vezzadini, presente a Parma, ha fatto pervenire la propria rinuncia, consentendo la ripresa del processo ed il regolare svolgimento. A distanza di 24 anni la dinamica dell’omicidio di Mauro Rostagno non è ancora molto chiara. Il numero delle armi usate, la sequenza dei colpi sparati e le relative traiettorie. Ancora troppi i dubbi, ancora troppe le zone d’ombra. E così, ieri è stata conferita una nuova superperizia balistica. La Corte d’Assise ha proceduto, quindi, al conferimento dell’incarico a due periti, Emanuele Paniz e Santi Gatti. Il processo riprenderà il prossimo 10 ottobre con le audizioni degli ultimi testi. Il processo per l’omicidio di Mauro Rostagno, ucciso proprio il 26 settembre di 24 anni fa, che vede imputati Vito Mazzara, come esecutore materiale del delitto, e Vincenzo Virga, mandante, va avanti da oltre un anno e mezzo, e ha visto già decine di testimonianze che hanno cercato di far luce sull’omicidio. Ma nel giorno del ricordo non sono mancante le polemiche. 
Maddalena, figlia di Mauro Rostagno, si è scagliata contro Giorgio Zacco dell’associazione ‘Ciao Mauro’. “Trovo molto triste - ha dichiarato - che dopo essersi negato con me al telefono e via mail per questi ultimi mesi, abbia deciso di organizzare la cerimonia laica proprio il giorno dell’udienza. Togliendo di fatto le poche forze che abbiamo a Trapani per riempire l’aula. Si poteva andare al cimitero nel week end, riuscendo così a farlo con più persone. Evidentemente non gli interessa né il gioco di squadra, né l’andazzo del processo. O comunque - conclude Maddalena - era irrinunciabile la voglia di firmare un comunicato stampa”. Zacco non ha voluto replicare.